Alle accuse di rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio per l’ex procuratore aggiunto di Perugia, Antonella Duchini, si aggiungono quelle di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e peculato. Per quanto riguarda l’ipotizzata corruzione – stando a quanto si apprende dall’Ansa – il magistrato avrebbe chiesto l’archiviazione di un procedimento a carico di un’imprenditore dopo il pagamento da parte di quest’ultimo di somme di denaro per un totale di 108 mila euro. Il denaro sarebbe stato consegnato all’ex carabiniere del Ros di Perugia Orazio Gisabella, anch’egli indagato nell’ambito dell’inchiesta fiorentina.
Richiesta di archiviazione In più sempre la Duchini si sarebbe adoperata per favorire la richiesta di archiviazione di un’inchiesta della procura di Roma per bancarotta fraudolenta sempre a carico dell’imprenditore. Le accuse di peculato e falsità ideologica – sempre secondo l’agenzia di stampa Ansa – si riferirebbero invece a somme di denaro liquidate dal magistrato a quattro consulenti della procura di Perugia incaricati di trascrivere verbali di interrogatorio, per un totale di oltre 400 mila euro, che sarebbero state almeno in parte successivamente consegnate da questi ultimi all’ex carabiniere Gisabella.
