Meredith Kercher

di Francesca Marruco e Antioco Fois

18.30 L’udienza è stata sospesa e aggiornata a venerdì mattina quando parleranno gli avvocati di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori. Sollecito ha annunciato che sarà presente anche venerdì ma non intende commentare fin quando la Cassazione non avrà emesso il verdetto.

17.20 «Rudy Guede è il re dei bugiardi, ha dato 5 versioni diverse» e per questo, secondo l’avvocato di Amanda Knox, Luciano Ghirga, non può essere considerato attendibile quando, anche se in modo controverso, accusa Amanda e Raffaele. L’avvocato Ghirga ha voluto sottolineare che, pur essendo stata smontata la sentenza d’assoluzione di secondo grado di Perugia, resta comunque la perizia Conti Vecchiotti, anche se i giudici hanno tentato di svilirla, dicendo che «hanno operato al limite dell’onestà intellettuale». «Su questa vicenda – ha aggiunto l’avvocato Carlo Dalla Vedova – regna l’incertezza. Tutto ruota attorno a ricostruzioni incerte. E il movente – ha attaccato ancora il penalista che ha evidenziato l’abnorme durata di questo processo che rischia di andare avanti all’infinito – è stato cambiato e aggiustato nel corso del tempo».

16 «Questa è l’ottava volta che rappresento la famiglia Kercher nei vari processi che ci sono stati. La famiglia spera veramente che questa sia l’ultima volta». E’ così che l’avvocato Francesco Maresca ha iniziato il suo intervento al termine del quale si è associato alle richieste del sostituto procuratore generale sollecitando la conferma della condanna per i due ex fidanzati.

15.15 Il sostituto procuratore generale Mario Pinelli, al termine della sua requisitoria, ha chiesto di voler riquantificare la pena per Amanda Knox e Raffaele Sollecito a 28 anni e 3 mesi per lei e 24 anni e 9 mesi per lui in virtù di una intervenuta prescrizione relativa al porto abusivo di armi. Pinelli in chiusura del suo intervento ha citato l’attimo decisivo del fotografo francese Henry Cartier Bresson, dicendo che «come nel momento in cui il fotografo capisce che è il momento buono per scattare la foto, i giudici di rinvio di Firenze, che hanno condannato Amanda e Raffaele, hanno collocato tutti gli elementi e le persone sul luogo del delitto senza lasciare spazio a illogicità».

15 Una serie di indizi – a partire dalle tracce trovate dalla scientifica – che convergono sui due imputati, Amanda e Raffaele, unici soggetti che avevano interesse a pulire la casa di via della Pergola una volta che Meredith è stata uccisa. Non c’è spazio per ipotesi alternative nella requisitoria del sostituto procuratore Mario Pinelli, che in aula ha esposto la ricostruzione della vicenda operata dalla pubblica accusa. Come in quella villetta abitata da studenti è inverosimile che si sia introdotto un ladro, prima spaccando una finestra con un sasso di quattro chili per poi arrampicarsi ad un’altezza di oltre tre metri, senza appigli, senza lasciare tracce e senza ferirsi coi vetri infranti. Pesa nella ricostruzione anche la calunnia di Amanda nei confronti di Patrick Lumumba, indicato in un primo momento dall’ex studentessa americana come autore del delitto. Un’accusa che per il pg non è da considerarsi gesto spontaneo per alleggerire la pressione degli inquirenti che la interrogavano, ma funzionale ad allontanare da sé l’attenzione degli indagini. Contestati anche gli alibi che i due ex fidanzati avevano fornito, che contrastano con le deposizioni che i testimoni hanno reso nei vari gradi di giudizio.

14.00 Con tutta probabilità la sentenza arriverà venerdì secondo quanto si è potuto cogliere da uno scambio tra il presidente della V Sezione Marasca e l’avvocato Giulia Bongiorno, tra i difensori di Sollecito. Marasca ha chiesto ai legali di lasciare un’ultima arringa per venerdì mattina. In seguito dovrebbe iniziare la camera di consiglio.

AMANDA, DOPO LA SENTENZA: LE POSSIBILITA’ CHE TORNI IN ITALIA 

13.50 L’udienza è stata sospesa per una pausa tecnica dal presidente della V Sezione penale Marasca dopo che da un’ora stava parlando il sostituto procuratore Pinelli. Il presidente gli ha chiesto di accorciare i tempi e Pinelli ha risposto di aver bisogno di altri 45 minuti. A quel punto l’udienza, che riprenderà intorno alle 14.30, è stata sospesa per consentire la pausa.

12.27 Il giudice relatore ha detto che «c’è stata pulizia sul luogo del delitto» specificando che «non si è mai visto un ladro stupratore che poi si preoccupa di pulire la scena. Chi altri poteva a vere interesse a ripulire se non chi ha un legame particolare con quei luoghi?»

12.05 Le persone presenti, tra giornalisti, avvocati e curiosi, sono tantissimi tanto che si è reso necessario lo spostamento dell’udienza dall’aula della quinta sezione penale all’Aula magna del ‘Palazzaccio’. Vietato in aula l’uso di qualsiasi dispositivo elettronico. Telefoni, tablet, computer e telecamere vanno tenuti rigorosamente spenti.

12.00 È iniziata intorno alle 11 l’udienza in Cassazione per il processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio, avvenuto a Perugia nel 2007, della studentessa inglese Meredith Kercher. A prendere la parola per primo è stato il giudice relatore Antonio Paolo Bruno, che sta ripercorrendo tutte le tappe della vicenda. Bruno ha spiegato che nel processo ci sono «assai poche certezze», tra queste la morte di Meredith Kercher e il fatto che in carcere c’è già un colpevole con un nome e un cognome, ovvero Rudy Guede. Il relatore ha illustrato anche i motivi di ricorso presentati dai difensori dei due imputati contro la sentenza emessa il 30 gennaio 2014 dalla Corte di Assise di Appello di Firenze, in sede di rinvio, che inflisse ad Amanda 28 anni e mezzo di carcere e a Sollecito 25 anni. Al termine della relazione il processo il sostituto pg Mario Pinelli svolgerà la requisitoria.

AMANDA SI SPOSA
TIMELINE: LA CRONISTORIA DELL’OMICIDIO

11.50 Amanda attenderà il verdetto negli Stati Uniti mentre Raffaele Sollecito è in aula con tutta la famiglia. Un Sollecito apparso molto teso e che non ha voluto parlare con i tantissimi cronisti presenti. Se la Cassazione confermasse la sentenza di condanna emessa nel gennaio dello scorso anno dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze, si metterebbe la parola fine. L’altra ipotesi è quella di un annullamento delle condanne, che comporterebbe una riapertura del processo.

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