Sostiene di aver scritto una lettera ad Amanda Knox e alla Procura generale di Perugia in cui avrebbe indicato i nomi del mandante e degli esecutori materiali del delitto di Meredith Kercher. E’ un altro detenuto a rimescolare le carte del caso dai risvolti infiniti. Sarà l’ennesimo mitomane?
Alla vigilia di una nuova udienza del processo di Appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese, una missiva scritta a mano e’ stata recapitata agli avvocati delle difese Knox e Sollecito da un detenuto. Nella lettera viene citato un presunto debito di droga che sarebbe all’origine di un delitto su commissione, scagionando quindi sia Amanda e Raffaele, condannati in primo grado a 25 e 24 anni di carcere, che Rudy Hermann Guede, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.
Al Tgcom, l’avvocato Luca Maori, legale di Raffaele Sollecito, ha commentato: «Ne prendiamo atto, ma saranno i giudici a valutare l’attendibilità dello scritto. Noi confidiamo invece negli esami e nelle nuove perizie scientifiche, che sono molto importanti».
In passato altri detenuti avevano sostenuto di conoscere la verità sul delitto. A tal proposito la squadra mobile di Perugia ha perquisito la cella di Luciano Aviello.

