L'ivoriano lunedì mattina nel tribunale di Perugia (Foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli

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E’ ritornato nell’aula degli Affreschi della corte d’Assise di Perugia, Rudy Herman Guede, questa volta come testimone al processo d’Appello contro Amanda e Raffaele. L’ivoriano è stato condannato con sentenza passata in giudicato a 16 anni per lo stesso omicidio di cui sono accusati gli ex fidanzatini, condannati in primo grado rispettivamente a 26 e a 25 anni. Rudy ha dovuto rispondere alle domande del procuratore generale e degli avvocati sulle dichiarazioni rese da Mario Alessi, il detenuto che sconta la pena nello stesso carcere di Rudy, condannato per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, con le quali ha sostenuto di avere ricevuto una testimonianza da Rudy attraverso cui scagionava Amanda e Raffaele, individuando in un’altra persona, mai indagata, l’asassino di Meredith.

Il burattino Rudy a seguito delle dichiarazioni di Mario Alessi ha scritto una lettera ai suoi legali, sostenendo che quanto detto da Alessi è falso. Lettera che ha confermato questa mattina in aula. Tra le altre cose nella lettera Rudy sostiene che «si è trattato di un orribile omicidio compiuto da Amanda e Raffaele». Alle domande del procuratore generale su come mai indicasse il nome degli assassini mentre durante il processo non ha sostenuto di riconoscere direttamente in loro gli autori del delitto, Rudy ha risposto: «E’ un pensiero che ho sempre avuto dentro e che ho messo nero su bianco, sentendo che c’era un burattino manovrato da altre persone». Ha giudicato «assurde» le dichiarazioni di Mario Alessi. E ha aggiunto: «Non spetta a me stabilire chi ha ucciso Meredith. Ho sempre detto chi c’era in quella casa quella maledetta notte».

La dichiarazione di Amanda Knox Dopo Rudy ha preso la parola Amanda Knox (GUARDA IL VIDEO DI AMANDA) : «Le sole volte che Rudy, Raffaele e io – ha detto – siamo stati radunati nello stesso spazio è in un’aula di giustizia. Sono veramente scioccata e angosciata a causa di queste dichiarazioni perché lui lo sa che noi non c’eravamo, lui sa che noi non c’entriamo. Non lo so quello che è successo quella sera. Avrei voluto dire a lui: “guarda gli sbagli si rimediano prima dicendo la verità”».

Le parole di Sollecito Chiede la parola anche Raffaele Sollecito (GUARDA IL VIDEO DI RAFFAELE): «Volevo soltanto farvi cercare di rendere conto. Io conosco un po’ gli atti e so quali sono le dichiarazioni fatte.  Rudy non mi ha mai visto in vita sua, nemmeno di striscio e nemmeno io lo conosco. Non so in qualche maniera sei è voluta questa cosa che addirittura mi indica insieme ad Amanda Knox. Volevo ricordare che Guede nelle sue dichiarazioni a Giacomo De Benedetti, durante una chat e mentre Rydy  non sapeva neppure di essere indagato, si riferisce a un’ombra che lui non sa identificare e dice che Amanda Knox non c’entra assolutamente niente.  Lui parla sempre di un’ombra che potrei essere io. Dice che sente la voce di Amanda ma non la vede. Alla fine queste ombre la procura le ha materializzate con me e Amanda semplicemente perché noi siamo stati arrestati prima di lui. La realtà è che io e Amanda siamo da quasi quattro anni in questa situazione a combattere con le ombre. Hanno distrutto la mia vita e anche la sua perché siamo in una stessa condizione in una maniera per me subdola e assurda. Da cosa mi dovrei difendere se non risponde questo ragazzo».

Confusione al processo Hanno sostenuto che Luciano Aviello disse loro di avere accusato il fratello dell’omicidio di Meredith Kercher «per creare confusione» nel processo, ricevendo in cambio promesse di denaro dal padre di Raffaele Sollecito due detenuti sentiti stamani davanti alla Corte d’assise d’appello di Perugia. In particolare Cosimo Zaccaro ha parlato di 70 mila euro e ha fatto riferimento a presunti contatti che Aviello – secondo quanto gli riferì lui stesso – avrebbe avuto con l’avvocato Giulia Bongiorno. Ha anche sostenuto che sempre Aviello gli disse che «voleva incontrare in carcere Luxuria» in vista di un’operazione per il cambio di sesso. L’avvocato Bongiorno, difensore di Sollecito, ha ricordato le condanne per calunnia subite dal testimone, negando qualsiasi contatto con Aviello da parte sua e del padre del suo assistito. «È abbastanza stucchevole – ha sostenuto in una pausa dell’udienza – che i testimoni premettano ‘sappiate che Aviello mente ma vi racconto cosa dicè. Se si porta questo materiale in un processo si abbassa il livello di un pò tutto ciò che si fa. Mi è sembrato un modo per far scadere il processo».

La mamma di Amanda: Rudy ha perso un’occasione A margine dell’udienza, Edda Mellas, ha dichiarato ai giornalisti: “Rudy ha avuto l’occasione di dire la verità e non ha detto la verità”. Ha quindi aggiunto:  “A Rudy Amanda avrebbe voluto dirgli di dire la verità. Il processo sta andando bene, dopo la perizia sul dna andrà ancora meglio”

La svolta “Il centro del processo avrà la sua svolta tra pochissimo, perché entro giovedì ci sarà il deposito della perizia genetica”. Lo ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno, che insieme al collega Luca Maori difende Raffaele Sollecito, all’uscita dall’udienza di oggi a Perugia. “Attendiamo con serenità questa perizia – ha aggiunto l’onorevole Bongiorno – perché il processo si deve fare sulla base di prove, non sul semplice pettegolezzo”, ha spiegato il legale riferendosi alle testimonianze di oggi che ha definito“stucchevoli”. “Il fatto che tutti quelli che sono arrivati hanno detto: sono stato condannato per calunnia, sono un soggetto che ha mentito più volte,  ho avuto notizie da un soggetto che a sua volta ha mentito però vi racconto la menzogna – ha spiegato il legale-  mi sembra una perdita di tempo. O si crede a una cosa e si approfondisce oppure non ha senso portare in udienza una serie di dichiarazioni per distogliere l’attenzione dal centro del processo. I testimoni di oggi dichiarano di un accordo tra Alessi e Aviello – ha detto ancora Bongiorno – guarda caso sono venuti a raccontare due realtà diverse”

Prossima udienza 25 luglio Rinviato al 25 luglio prossimo il processo d’appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. Nel pomeriggio hanno deposto due funzionari di polizia. Quindi il procedimento è stato aggiornato