Il decesso di Meredith Kercher fu «chiaramente dovuto a cause non naturali» perché la ragazza è stata «uccisa illegalmente». Lo ha stabilito a sei anni e mezzo di distanza dal delitto la Croydon Coroner’s Court, chiudendo così l’indagine aperta nel 2007 in Gran Bretagna sulla morte della studentessa inglese di 21 anni.
Sentenza Una sentenza che, a due mesi dalla condanna nell’appello bis di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, può indurre a facile ironia. Il fatto è che, per il diritto anglosassone questo tipo di inchiesta non è finalizzata a un’incriminazione ma solo ad accertare le cause mediche di una morte improvvisa, il momento in cui è avvenuta e il luogo. Ha lavorato per questo l’ufficiale incaricato Roy Palmer.
Caso chiuso L’inchiesta inglese fu aperta appena la salma di Mez sbarcò sul territorio inglese, due settimane dopo l’omicidio avvenuto la notte tra l’1 e il 2 novembre 2007. «L’autopsia indica che la vittima perse la vita come risultato di un trauma emorragico determinato da un colpo di arma acuminata e da ferite da taglio ai vasi sanguigni del collo», ha detto Palmer. Nel corso dell’udienza, il portavoce dell’ufficio del coroner, Barry May, ha riferito che la famiglia non sarebbe stata presente. «Dopo tutti questi anni – ha aggiunto Palmer – sono ansiosi di arrivare a una conclusione ed è appropriato che io la fornisca loro». Caso chiuso, dunque. E meno male. Certo, chi critica le lungaggini italiane (ora si attende un nuovo verdetto in Cassazione) meglio non prenda ad esempio la Terra d’Albione.
