Amanda Knox alla ABC

di Iv. Por.

«Vorrei essere di nuovo considerata una persona. Quello che mi è successo è surreale». Sono le parole di Amanda Knox alla vigilia dell’uscita della sua autobiografia «Waiting to be Heard» nella sua prima intervista televisiva alla giornalista Diane Sawyer della ABC.

Mi chiamavano diavolo Nelle anticipazioni della ABC, la Knox ha ricordato di quando «ero in un’aula di tribunale e mi chiamavano ‘diavolo’: una cosa è sentirlo in televisione, un’altra stando seduti in un’aula di giustizia combattendo per la tua vita».

«Non sono un’assassina» Nell’intervista durata un’ora la Knox ha ribadito: «Voglio che la verità venga fuori, vorrei essere riconsiderata come una persona». La decisione della Cassazione di annullare l’assoluzizone è stata per lei «incredibilmente dolorosa». A chi l’ha definita un «diavolo» o etichettata come seduttrice dice: «Hanno sbagliato», così come «ha sbagliato chi mi ha considerato un’assassina».

«Potevo morire io» «Sono stata scioccata dalla morte di Meredith – ha detto Amanda -, era una mia amica. La mia amica è stata uccisa e sarebbe potuto accadere a me».

Il bagno sporco Amanda dice che non ha mai discusso con Meredith sull’igiene in casa. «L’unica volta che mi ha detto qualcosa, ed è stata molto imbarazzata e carina, e anche io ero imbarazzata è stato sul fatto che dovevo usare lo spazzolino nel gabinetto dopo aver scaricato, cosa che io non facevo. Ma non è stata una discussione ed è accaduto nei primi tempi della convivenza, non alla fine».

«Pensato al suicidio» In carcere dice di aver pensato suicidio tagliandosi le vene dei polsi o ingerendo varechina. In quel periodo Amanda dice di essersi sentita «incredibilmente in colpa» per i sacrifici fatti dai suoi genitori per starle vicina

«Mi dissero che avevo l’Hiv» Amanda racconta che un medico in carcere le ha detto che dalle analisi era risultata positiva al test dell’Hiv. «Ero sconvolta e allora mi hanno detto che avrei dovuto dirlo alle persone con cui avevo fatto sesso». Lei ha così fornito i 7 nomi e allora le è stato detto che si erano sbagliati.

Potrebbe tornare al processo In un’altra intervista a Usa Today, Amanda dice che sta pensando al ritorno in Italia per il rifacimento del processo di appello, a Firenze, anche se la sua presenza non è obbligatoria. «I miei avvocati mi hanno
detto che non sono tenuta e che non ce n’è bisogno, lo sto ancora valutando, ad essere onesti». Non nasconde che l’«idea di tornale le fa paura «ma è anche importante per me di dire ‘questo non è qualcosa di lontano che non conta per me’, sento
che è importante per me di riuscire a far capire questo e se la mia presenza è necessaria per farlo capire, allora andrò».

Sesso con ragazzi italiani Nell’autobiografia, in edicola domani in Usa, Amanda Knox ripercorre tutte le tappe della sua vita perugina. Nelle anticipazioni riportate dal tabloid inglese Daily Mail, ci sono i racconti dei ragazzi con cui l’allora 20enne americana trascorse una notte: il primo fu Cristiano conosciuto sul treno Peugia-Firenze, poi ci fu Mirko che la invitò per una pizza, quindi Bobby di Roma. Di questi incontri Amanda racconta di aver parlato con la sua coinquilina Meredith. «Le dissi – dice la Knox – che mi sentivo come un’idiota. Lei mi rispose: ‘Amanda, forse non sei fatta per il sesso senza coinvolgimento».

L’incontro con Sollecito Poi l’incontro con Sollecito in un concerto di musica classica. Amanda lo descrive come «nerdy and adorabile», impacciato e adorabile. Fecero sesso dopo aver a lungo giocato a farsi le smorfie con viso: «Ci siamo fatti le facce finché ci siamo baciati. Poi abbiamo fatto sesso, è stato totalmente naturale».

L’erba come la pasta La Knox ammette di aver usato droghe con Raffaele. «Gli ho chiesto: fumi marijuana? Lui mi ha risposto: è il mio vizio. Gli ho risposto: anche il mio». «Intorno a casa nostra – scrive poi – la marijuana era comune come la pasta, tutti fumavamo, era una cosa sociale».

Pensai al suicidio Amanda racconta anche nel libro che in carcere pensò al suicidio: «Mi immaginavo come un corpo senza vita e questo mi faceva stare male, ma è stata una fantasia che ho avuto molte volte, un terribile, disperato pensiero ricorrente di cui non ho mai parlato con anima viva». In cella Amanda dice di aver ricevuto avance dalla compagna Cera, che un giorno l’ha baciata sulle labbra.

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