Il reparto di terapia intensiva pediatrica a Perugia (foto archivio Fabrizio Troccoli)

La Corte dei Conti dell’Umbria ha condannato un medico dell’ospedale di Narni e Amelia a pagare 300 mila euro all’Asl Umbria 2. La vicenda è legata a un parto avvenuto nel 2009 nel reparto di Ostetricia e ginecologia. «L’amministrazione – si legge in sentenza – ha subìto un esborso economico derivante dalla necessità di risarcire il danno occorso in occasione di un parto intervenuto nel gennaio 2009 presso la Uoc di Ostetricia e ginecologia di Narni e Amelia. La convenuta, in particolare, avrebbe tenuto una condotta gravemente imprudente, imperita e negligente nella gestione della partoriente e del feto entrato in stato di grave sofferenza respiratoria, con conseguenziali lesioni cerebrali». Per conto suo il medico ha parlato di una «condotta corretta, diligente e prudente, deducendo l’infondatezza della pretesa risarcitoria attivata dalla Procura regionale».

Motivi della decisione Secondo i giudici «dalla documentazione versata in atti emerge come alla convenuta sia imputabile una condotta gravemente colposa che ha determinato il danno riportato dal paziente e conseguenzialmente prodotto, a cascata, il pregiudizio indiretto alla finanza pubblica. Il
rischio fetale ipossico durante il travaglio, poi verificatosi, avrebbe potuto essere scongiurato da un’attività prudente, diligente e perita che avesse correttamente interpretato il tracciato, che, manifestava chiari segni cardiotocografici di allarme. Un’azione tempestiva avrebbe certamente evitato il pregiudizio in danno del bambino, nato in condizioni gravissime. La convenuta deve, pertanto, essere condannata a pagare all’Asl Umbria 2 trecentomila euro».

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