Ventotto scatoloni di tabacchi, in tutto 1.300 stecche, oltre a tabacco da masticare, sfuso e centinaia di pacchetti per un valore di circa 70 mila euro. Questo il bottino di un furto messo a segno nelle scorse ore in un deposito fiscale di Ponte Felcino, a Perugia, da una banda di quattro persone, arrestate martedì. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Ravenna i quattro nella notte tra domenica e lunedì utilizzando un Iveco Daily rubato a Perugia come un ariete sono riusciti a entrare nel deposito, caricando poi a bordo di un Ducato, anch’esso rubato a Perugia, i cartoni di tabacchi.
Indagini Subito sono scattate le indagini dei carabinieri che all’alba di martedì all’interno del parcheggio del parco giochi di Mirabilandia, nel corso di un servizio di perlustrazione, trovano tre veicoli, ovvero una Ford Focus, una Fiat Croma e il già citato Ducato, tutti pieni di scatoloni. Ed è stato proprio l’aver appreso che quest’ultimo era stato rubato ad aver dato un ulteriore spunto alle indagini. In un primo momento i militari trovano 21 scatoloni e subito dopo si mettono a battere palmo a palmo l’area circostante, riuscendo a rintracciare i quattro uomini addormentati in un piccolo fondo, in piena campagna. Si tratta di quattro rom: due di 24 anni e gli altri di 39 e 19, con precedenti, che non hanno saputo dare spiegazioni troppo convincenti del perché fossero lì. Una volta chiesti i rinforzi, i carabinieri hanno continuato a perlustrare l’area, trovando un camper con a bordo due donne rom, una di 40 anni e l’altra di 21, con i loro tre figli piccolissimi e altri 7 scatoloni pieni di sigarette e documenti riconducibili ai quattro uomini.
Arrestati A quel punto il cerchio si è chiuso. Oltre ai 70 mila euro relativi al tabacco, il danno complessivo è maggiore se si considerano quelli inflitti alla struttura di Ponte Felcino e i mezzi rubati. Dopo aver accompagnato i quattro nel carcere di Ravenna con l’accusa di furto aggravato (le donne invece sono state denunciate in concorso per gli stessi reati), i militari hanno avviato le procedure per restituire tutto quanto rubato ai legittimi proprietari. Sul caso indaga la Procura della Repubblica di Ravenna, i cui inquirenti ritengono che i quattro abbiano messo a segno anche altri colpi in passato, anche nel Perugino. Furti sulle cui dinamiche, insieme alla rete costituita dalla banda, andranno avanti le indagini.
