di Maria Giulia Pensosi

Una maxi frode fiscale col cuore a Terni, ma ramificazioni praticamente in tutta Italia e pure in Romania.

Falsi crediti Iva Al centro dell’operazione Lybra, come è stata ribattezzata dalla Guardia di Finanza, uno studio di consulenza tributaria operativo a Terni che generava falsi crediti Iva per poi rivenderli a società terze, le quali a loro volta li utilizzavano per abbattere il loro debito con l’erario.

VIDEO – TERNI, MAXI FRODE FISCALE: 42 INDAGATI

Indagati in 42 Nel registro degli indagati sono state iscritte 42 persone – tra le quali un paio ternane e altre non nate a Terni ma trasferitisi successivamente, secondo le Fiamme Gialle – e 39 società. Le accuse a vario titolo vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, alle indebite compensazioni, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio.

Sequestri per 12,5 milioni Il giro d’affari è stimato di 15,5 milioni di euro e non è escluso che il volume possa aumentare col prosieguo delle indagini, ma all’alba di giovedì sono scattati sequestri per 12,5 milioni di euro.

Terni base operativa della maxi frode Gli inquirenti considerano Terni il quartier generale della maxi frode, perché qui era operativa la società di consulenza e qui risiedono le società cartiera, ovvero aziende fittizie aperte da prestanome, tutti nullafacenti, che generavano false fatture e quindi falsi crediti, poi venduti con un aggio.

Due anni di indagine L’inchiesta ha preso il via due anni fa a seguito di un controllo fiscale compiuto dai finenziari a carico dello studio di consulenza, da cui sono emerse una serie di incongruità.

Riciclaggio La presunta associazione a delinquere, secondo gli inquirenti, oltre a beneficiare degli introiti illeciti derivanti dalla vendita di falsi crediti, avrebbe generato utili che sono poi stati autoriciclati o riciclati dalle stesse cartiere anche sul territorio.

Stazione e deposito carburanti In particolare, all’alba di giovedì a Terni è stata sequestrata pure una stazione di carburanti, che secondo le fiamme gialle e la Procura era stata rilevata per riciclare denaro sporco.

Dove sono avvenuti i sequestri Il provvedimento cautelare patrimoniale per il sequestro di 12,5 milioni di euro firmato dal gip del tribunale di Terni ha fatto scattare sigilli in complessi aziendali, beni e disponibilità finanziarie tra Terni, Milano, Torino, Novara, Verona, Lucca, L’Aquila, Teramo, Viterbo, Roma, Napoli, Potenza, Catania, Sassari e Nuoro.

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