Soccorsi (foto archivio)

di C.F.

Erano ancora due fidanzatini, una coppia affiatata e allegra a cui l’età non aveva tolto neanche un po’ di quel sorriso che in tanti tengono nel cuore. È un dolore immenso quello che stanno vivendo in queste ore i familiari di Anna Oliva, 76 anni, ed Ermete Santini, 85 anni, travolti e uccisi da un’auto giovedì sera mentre attraversavano la Flaminia vecchia all’altezza di Borgo Trevi.

Marito e moglie morti sulla Flaminia La coppia di anziani è morta poche ore dopo l’impatto con la Yaris, guidata da un residente sessantacinquenne della zona, nonostante i tentativi compiuti dai sanitari per rianimarli e strapparli a quello che un parente in un ricordo postato sul web definisce «la via del sogno finale che solo insieme potevano percorrere». Moglie e marito originari di Roma, ma da anni residenti a Montefalco sono deceduti rispettivamente negli ospedale di Foligno e Terni, lasciando tre figlie e una gran quantità di affetti. Gli stessi che negli anni avevano saputo conquistarsi anche nel piccolo borgo umbro dove vivevano in un appartamento del centro storico, coltivando le proprie passioni.

Il ricordo Lei pittrice di talento, lui produttore di modesti quantitativi di Sagrantino che in diversi non faticano a definire tra i migliori della zona. Entrambi pieni di vitalità e gioia, come oggi ricordano in tanti a Montefalco dove si fanno i conti col dolore di una tragedia consumatasi ancora una volta sulla strada. L’ultimo abbraccio alla coppia di anziani non è ancora stato fissato, le salme per il momento risultano a disposizione dell’autorità giudiziaria, titolare del fascicolo il sostituto procuratore Michela Petrini, che verosimilmente dovrebbe disporre l’autopsia. Ma oggi c’è solo il profondo sconforto per la tragica perdita di Anna ed Ermete.

Twitter @chilodice

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One reply on “Marito e moglie morti sulla Flaminia, il ricordo di un parente: «Si amavano come due fidanzatini»”

  1. Due persone meravigliose,

    due persone con la gioia di vivere, allegre, sempre con il
    sorriso.

    Lei grande pittrice di Montefalco, una vitalità ed un
    sorriso disarmanti, vulcanica, una donna fantastica.

    lui il produttore in piccolissima quantità del più buon
    Sagrantino di Montefalco,

    un uomo al quale indifferentemente dall’età, brillavano gli
    occhi del piacere di vivere.

    frequentarli metteva gioia, anche il solo sentirli al
    telefono era un’infusione di fiducia ed allegria.

    non so come sia successa questa disgrazia, o almeno non so
    come l’investitore non li abbia visti o non potuti evitare, non so se era
    sobrio o no, non lo so, non lo voglio sapere, vorrei che pagasse ma non serve a
    nulla, vorrei solo che venisse a conoscenza di chi fossero quelle persone che
    Dio ha portato via usando lui come tramite. Magari è una bravissima persona che
    pagherà con il rimorso ogni giorno della sua vita e con lui pagheremo noi, ogni
    giorno della nostra vita il dolore di non avere più il conforto di quella voci
    e la gioia dei loro occhi.

    E’ un dolore troppo grande, non si può pensare che non
    sentirò mai più la loro allegria e penso a quanto tempo sprecato nella distanza
    della strada che ci divide, quanto tempo tolto a loro per un lavoro che assorbe
    anche i sentimenti.

    Voglio solo dire che il mondo ha perduto due creature come
    non ne nasceranno più, non fosse altro perché ormai siamo tutti presi dai soldi
    e dal consumismo, senza più rispetto per gli altri e per la vita, quella vita
    che sembra vissuta solo se piena di rimmel, lustrini, unghie elaboratissime,
    selfie sui social , macchine e sfoggio di ricchezza che spesso non si ha.

    Loro erano diversi, loro erano l’essenza della coppia da
    sogno, nonostante gli immancabili litigi, problemi ecc… erano i fidanzatini
    di Peynet, tanto che solo insieme potevano vivere la Via del Sogno Finale.

    Loro vanno verso la felicità eterna e verso una nuova
    esperienza Divina, si rigenerano in un’altra vita e ricominciano a Ricordare
    Chi Sono Vivendo di nuovo.

    Noi cadiamo nel baratro del dolore incapaci di accettare la
    mancanza terrena di due Amori così grandi, mi hanno regalato cinquantacinque
    anni di sorrisi e, come per i miei genitori, non ho saputo ricambiare, o almeno
    non sono riuscito a farlo in tempo una volta presa coscienza dell’amore che
    provavo, provo e proverò sempre per loro.

    Questo volevo comunicare al mondo, quel mondo che continua a
    scorrere indifferentemente e indifferente di questa notizia, un mondo che nemmeno sa dell’esistenza di così tanti
    Angeli, quel mondo che ogni istante, per correre la vita, perde la vita.

    ciao zii Adorati

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