di Marco Torricelli
Vogliono i responsabili. E, per cominciare, vogliono le dimissioni del questore, Luigi Vita. Le ferite sulle teste, quella del sindaco e quella del lavoratore delle acciaierie, si rimargineranno, ma «la ferita inflitta alla città, quella no – dicono i sindacati – non si chiuderà con due punti di sutura o un cerotto».
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Le dimissioni «Quello che è accaduto oggi – dice Claudio Cipolla, segretario della Fiom Cgil di Terni – non ha precedenti nella storia di questa città». Quella che hanno presentato, i sindacati ternani, è stata un’autentica denuncia «che non è stata – specifica Cipolla –solo un atto formale, ma abbiamo chiesto le dimissioni del questore e, al prefetto, di avviare tutte le procedure e tutti gli approfondimenti del caso per stabilire chi siano i responsabili di quanto accaduto alla stazione». Il giovane sindacalista è uno solitamente ‘sobrio’ nei toni e la tensione si intuisce solo da come gli trema la voce quando dice di essere «preoccupato, e molto, per quanto ho visto e sentito in quei, per fortuna pochi, minuti in cui la polizia ha deciso di usare i manganelli e i calci». Il prefetto dice Cipolla «si è detto molto dispiaciuto e si scusato per quanto accaduto, ma ai lavoratori e ai rappresentanti delle istituzioni, che sono stati bastonati senza motivo, questo non può bastare. Chiediamo che i responsabili siano identificati e puniti. Non chiediamo altro che giustizia. Ma la chiediamo e non ci accontenteremo di una soluzione di comodo».
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Cgil, Cisl, Uil Umbria Quello che è accaduto a Terni, per le tre organizzazioni sindacali, è «un fatto inaudito e senza precedenti. Inaudito perché con questo attacco a freddo si è prodotta una lacerazione profonda che deve essere assolutamente rimarginata con un’assunzione chiara di responsabilità. Inedito perché dagli anni ’50 nella nostra regione non si verificavano attacchi così ingiustificati nei confronti del movimento dei lavoratori». Mentre esprimono la loro «piena solidarietà al Sindaco Di Girolamo e ai lavoratori colpiti dalla violenza della polizia», i sindacati chiedono «che venga fatta chiarezza al più presto, su un atto che alimenta tensione e preoccupazione rispetto ad una vertenza centrale e delicata».
I sindacati ternani Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici sono decise: «Quanto si è verificato, con le forze dell’ordine che hanno caricato il corteo pacifico dei lavoratori, è un fatto inaccettabile, incomprensibile e senza precedenti nella storia del movimento sindacale e dei lavoratori della città di Terni. A conferma che la reazione delle forze dell’ordine è stata ingiustificata e sproporzionata, sono arrivate le scuse da parte del prefetto di Terni ai lavoratori coinvolti». Nel ribadire «le sacrosante ragioni della vertenza Ast in difesa di un sito strategico del lavoro e in risposta anche ai fatti incresciosi accaduti questa mattina a Terni, le organizzazioni sindacali promuovono una manifestazione cittadina per martedì 18 giugno».
La Fim Cisl La reazione delle forze dell’ordine alla manifestazione dell’Ast di Terni «è stata ingiustificata e sproporzionata e ciò ha determinato le scuse da parte del prefetto di Terni ai lavoratori coinvolti. A dirlo è il il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, secondo il quale è «sempre doveroso tener presente che si hanno di fronte migliaia di lavoratori che con le loro famiglie vivono la rabbia per il comportamento scellerato della loro multinazionale che mette a rischio i loro posti di lavoro e i loro salari».
La Cgil Secondo la segreteria nazionale della Cgil «il comportamento tenuto a Terni dalle forze dell’ordine non è ammissibile», si è registrata «una violenza incomprensibile, senza precedenti in una città che vanta una lunga tradizione di democratiche e pacifiche lotte operaie». Secondo la Cgil si tratta di «un segnale molto grave che rischia, in una situazione di forte preoccupazione per i destini delle acciaierie Ast e in una difficile fase di crisi economica e sociale dell’intero Paese, di alimentare pericolose tensioni sul fronte sociale. Serve maggiore attenzione nei confronti della libera espressione delle lavoratrici e dei lavoratori nell’esercizio pieno di quelle che sono le legittime e pacifiche rivendicazioni del diritto al lavoro».
La Fismic «Quanto è avvenuto a Terni. Chiediamo che venga immediatamente aperta un’indagine per verificare chi ha dato l’ordine ai poliziotti di effettuare una carica contro lavoratori e cittadini che manifestavano pacificamente e nel corso della quale è stato ferito il sindaco, Leopoldo Di Girolamo. Per quanto ci riguarda, i responsabili dovranno dare conto di quest’azione spropositata» Il segretario nazionale della Fismic, Marco Roselli è netto: «Si trattava di una manifestazione pacifica».
L’Ugl Decisamente in controtendenza la reazione di Enzo Gaudiosi, segretario regionale dell’Ugl, che parla di «scontro due categorie di lavoratori – poliziotti da una parte e metalmeccanici dall’altra – ma ancora una volta, a prendersi il palcoscenico sono i politici locali. Assistiamo al solito teatrino dei politici; uno votato al sacrificio mettendo a repentaglio anche la propria incolumità, mentre altri sparano sugli uomini delle forze dell’ordine minacciando interpellanze parlamentari per l’operato di quest’ultimi». Dispiace, dice Gaudiosi, «che manifestazioni pacifiche di lavoratori di fabbrica, che rivendicano il sacrosanto diritto al lavoro, si trasformino in scontri con i lavoratori ‘in divisa’; ci dispiace quando da questi scontri qualcuno rimanga ferito, soprattutto se il malcapitato, è un lavoratore». Quello che è successo «ha dell’incredibile, ma ci sono anche i risvolti drammatici. Si tratta di scontri tra lavoratori – continua Gaudiosi – quelli garanti dell’ordine pubblico e gli operai dell’Ast e non vorremmo che la rivendicazione legittima dei lavoratori ternani venga offuscata dalla ‘disavventura’ del Sindaco Di Girolamo».
Il Silp Cgil Il sindacato di polizia della Cgil esprime «forte amarezza per gli incidenti, la cui responsabilità è ovviamente al vaglio delle autorità competenti». Dopo aver espresso solidarietà a tutte le persone rimaste ferite, il sindacato di polizia dice che «purtroppo i fatti avvenuti destano massima preoccupazione in prospettiva delle prossime manifestazioni, alcune delle quali già programmate, ed anche rispetto alla ‘gestione dei servizi di ordine pubblico’, al quale questa organizzazione oindacale presterà la massima attenzione, affinché la ‘legittima rimostranza’ di chi manifesta e la ‘prerogativa di chi deve garantire l’Ordine e la Sicurezza Pubblica’ si mantengano in un equilibrio costituzionale».
La Rsu dell’Ast Secondo la Rappresentanza sindacale unitaria di AST, che esprime «sdegno» per quanto accaduto durante la manifestazione di mercoledì, «i veloci ed approssimativi messaggi che stanno emergendo, rischiano sostanzialmente di rappresentare una realtà che non è mai appartenuta alla tradizione ed alla storia del movimento sindacale di questa azienda e città». Il comportamento delle forze dell’ordine, secondo la Rsu, che «condanna con forza l’utilizzo della violenza nei confronti di chi legittimamente manifestava per la tutela e la salvaguardia dei posti di Lavoro», è stato «immotivato e sproporzionato rispetto alla dimensione dell’iniziativa svoltasi». Il timore è che «quanto purtroppo accaduto, rischi di mettere in secondo piano i motivi e le ragioni delle nostre rivendicazioni».
Anfp e Siap Anche Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, e Giuseppe Tiani, segretario generale del Sindacato italiano appartenenti polizia, intervengono sugli incidenti di mercoledì: «Nelle manifestazioni di piazza la polizia non è mai contro qualcuno – dicono – ma è lì per garantire sia la libertà di esprimere il dissenso, sia per assicurare a tutti coloro che non manifestano l’esercizio dei loro diritti». Le «scelte operative adottate in ordine pubblico dalle donne e dagli uomini della polizia – spiegano – sono il frutto di una comprovata professionalità ed è troppo facile puntare il dito se non si analizzano i fatti e le circostanze che le hanno originate».
