Le armerie nel mirino del questore Nicolò D’Angelo, controlli a tappeto su tutta la provincia. Sono stati 47 i gli esercizi, tra depositi e rivendite, passati al setaccio dagli agenti della divisione amministrativa. Il bilancio dell’attività è di due provvedimenti di chiusura temporanea e una diffida, a cui si aggiungono alcune irregolarità di carattere amministrativo.
Foligno, non registrava armi dal 2009 Coordinati dal dirigente Maria Letizia Tomaselli, gli uomini della polizia hanno riscontrato in un’armeria del Folignate l’assoluta mancanza delle operazioni di registrazione di acquisto e cessione delle armi. Il titolare, che rischia dall’arresto fino a 10mila euro di multa, non avviava le pratiche previste dalla normativa da ben tre anni. In più accanto a munizioni e articoli pirotecnici gli agenti della divisione amministrativa hanno rinvenuto materiali infiammabili. Per la sua attività il questore ha disposto la sospensione della licenza, e quindi la chiusura dell’attività, per trenta giorni.
Todi e Trasimeno Altre violazioni sono state riscontrate nel Tuderte e nella zona del Trasimeno. Nel primo caso le armi esposte al pubblico non risultavano appropriatamente custodite, tanto che secondo gli agenti non sarebbe stato difficile prenderle. Per il titolare è scattata la denuncia e la diffida formale. In un’armeria del Trasimeno, invece, gli uomini di Tomaselli hanno trovato più armi di quelle regolarmente autorizzate, alcune delle quali, peraltro, non registrate. Anche qui denuncia al titolare, che rischia fino a tre mesi d’arresto o il pagamento di un’ammenda. Il questore D’Angelo ha già annunciato nuovi controlli.
