©️Fabrizio Troccoli

La Procura di Perugia ha aperto un’indagine per l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia dopo la denuncia presentata da un padre nei confronti del figlio 29enne. Il fascicolo d’inchiesta è diretto dal pm Annamaria Greco. La persona offesa – assistita dall’avvocata Eugenia Giglio – ha descritto una situazione familiare ritenuta ormai ingestibile e ha chiesto l’allontanamento del giovane da casa.

La denuncia Nell’atto depositato alla Procura della Repubblica di Perugia il padre riferisce di abitare con moglie e figli nel Perugino. Uno dei figli – si legge nella denuncia – da circa cinque anni avrebbe iniziato a manifestare problemi legati alla frequentazione di «cattive compagnie che lo hanno portato a lasciare la scuola e lo sport», e all’uso di sostanze stupefacenti. Si legge: «Credo che mio figio abbia sviluppato anche dei seri problemi psichiatrici. Dal 2019 in poi gli sono stati applicati ben 3 Tso».

La famiglia Stando alla ricostruzione affidata alla denuncia-querela in casa vive anche una figlia con invalidità al 100 per cento, affetta da ritardo psico-motorio e sindrome di Noonan. Proprio nei suoi confronti – secondo quanto riferito dal padre – si sarebbero verificati diversi episodi di violenza. L’indagato – è scritto nell’atto – l’avrebbe «più volte afferrata per i capelli con forza e violenza» e l’avrebbe trattenuta spesso in casa contro la sua volontà, impedendole di uscire.

Gli episodi Il padre denuncia «numerosi episodi di maltrattamenti» ai danni suoi, della moglie e della figlia disabile. Tra le condotte segnalate ci sono lanci di oggetti in casa, tra cui piatti e bicchieri durante i pasti, e sedie gettate dalla finestra. In un caso – secondo la denuncia – «le sedie hanno rischiato di colpire alcuni bambini che giocavano sotto l’abitazione», «episodio che ha portato anche alla chiusura dell’asilo sottostante».

Le minacce Nell’atto si parla anche di «numerose minacce di morte» rivolte ai familiari, con frasi come «ti ammazzo». Il padre riferisce che l’ultimo episodio sarebbe avvenuto circa due mesi prima della denuncia. La famiglia – si legge ancora – vivrebbe «nella paura costante» che possa accadere qualcosa di grave. Il denunciante riferisce inoltre che il figlio sarebbe stato autore, in passato, di altri episodi: danneggiamento di un’autovettura, disturbo della quiete pubblica su mezzi di trasporto o in stazioni ferroviarie, minacce in luogo pubblico a persone sconosciute, spintonamenti e lesioni (anche con un sasso) nei confronti di alcune donne. Fatti che – secondo il padre – sarebbero stati segnalati ai carabinieri e all’autorità giudiziaria. «Premesse necessarie – si legge – per evidenziare la pericolosità e l’assenza di freni inibitori di mio figlio».

La richiesta «Recentemente gli ho comprato due cellulari – viene detto – e so che li ha regalat a dei ragazzi tunisini in cambio della droga». In più «gli è stata ritirata la patente perché fermato alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti». La persona offesa sostiene che la famiglia non sia più in grado, «con gli ordinari mezzi», di fronteggiare la situazione di pericolosità domestica. Per questo ha chiesto che il figlio venga allontanato dall’abitazione e collocato in una struttura capace di aiutarlo ad affrontare la sua aggressività e le presunte dipendenze. Perché «tutti abbiamo grande timore per la nostra incolumità e viviamo nella paura costante che possa accadere qualcosa di brutto». Sulla base della denuncia il pm Annamaria Greco ha aperto un’indagine. L’indagato è assistito dall’avvocata Lara Greco.

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