La questura di Perugia

Dormiva dentro i locali della dismessa industria dolciaria Piselli, un tunisino di 23 anni arrestato dalla polizia. L’operazione rientra in una serie di controlli effettuati sugli stranieri nel capoluogo umbro, che dal primo gennaio hanno portato – secondo la questura – all’effettivo allontanamento di 43 stranieri clandestini, di cui 19 albanesi, 16 magrebini, 3 sudamericani, 4 dell’Africa centrale e 1 turco.

Blitz alla ex Piselli Venerdì due pattuglie della squadra Volante hanno fatto irruzione nei locali dismessi  della industria dolciaria Piselli in via Madonna Alta a seguito di alcuni esposti presentati dai residenti che segnalavano la presenza di stranieri. All’interno di uno dei vani adibito a camera da letto gli agenti hanno bloccato un cittadino tunisino clandestino di 23 anni Z.K. già conosciuto per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti, e lo hanno trovato in possesso di un computer, di alcune sim e cellulari. Il computer è risultato provento di un ingente furto perpetrato a Perugia lo scorso gennaio per cui lo straniero è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione .

Su un’auto rubata Sempre nella tarda serata di venerdì gli agenti della squadra volante hanno bloccato due stranieri di nazionalità dominicana a bordo di una autovettura risultata rubata lo scorso 3 marzo. I due, di 26 e 21 anni, sono stati bloccati all’uscita di Olmo del raccordo. Entrambi, in regola col permesso di soggiorno e senza precedenti di polizia, sono stati denunciati per ricettazione. Sono in corso ulteriori indagini per risalire all’autore del furto.

Svuotamento delle carceri La questura informa che l’ufficio immigrazione ha intrapreso da tempo una «intensa attività finalizzata al rimpatrio mediante accompagnamenti alla frontiera di stranieri condannati per reati in materia di stupefacenti, contro la persona e il patrimonio e detenuti negli istituti di custodia penitenziaria di questo circondario (Perugia e Spoleto)». Tutto ciò sulla scorta della facoltà da parte della magistratura di sorveglianza, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, di infliggere allo straniero clandestino in prossimità del fine pena la sanzione sostitutiva o la misura di sicurezza dell’espulsione dallo Stato. Questo per evitare che torni a delinquere.

Le regole per le espulsioni Presupposto per l’applicazione della misura è l’esatta identificazione per inoltrare la domanda alle rispettive ambasciate che debbono riconoscere lo straniero e provvedere a fornire idonea documentazione utile all’espatrio. In alcuni casi, in collaborazione con il servizio immigrazione del ministero dell’interno che ha autorizzato la scorta aerea internazionale, si è proceduto al rimpatrio di soggetti particolarmente pericolosi. Il costante contatto con le ambasciate dell’ufficio immigrazione della questura di Perugia ha consentito solo questa settimana il rimpatrio effettivo di 3 cittadini albanesi, 1 cittadino marocchino e 1 cittadino turco, responsabili di reati in materia di stupefacenti e, in un caso, di tentato omicidio. Sono 12 dall’inizio dell’anno gli stranieri clandestini detenuti accompagnati alla frontiera.

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