di Francesca Marruco
Lorenzo Paolucci è stato ucciso il 13 luglio del 1993 da Luigi Chiatti, meglio conosciuto come il Mostro di Foligno. Chiatti, condannato a due ergastoli in primo grado e a 30 anni in Cassazione, oltre Lorenzo Paolucci uccise anche il piccolo Simone Allegretti di nemmeno 5 anni nell’ottobre del 1992. Chiatti sta scontando la sua pena, ridotta di tre anni per effetto dell’indulto del 2006, nel carcere di Prato e dovrebbe uscire nel 2017.
Luigi Chiatti l’ho perdonato «Io Luigi Chiatti l’ho perdonato – dice a Umbria24.it Luciano Paolucci, padre di Lorenzo, che nel 1995 fondò l’associazione “La Marcia degli angeli” – perché da bambino è stato violentato e maltrattato dai genitori adottivi, lui ha sofferto sin dalla nascita e quando disse “Quello che io ho fatto e quello che farò è per colpa vostra” aveva ragione». Paolucci, racconta anche che «La marcia degli angeli» l’aveva creata «per aiutare i bimbi a superare le difficoltà create dagli adulti pedofili, poi – spiega – mi sono reso conto che anche i genitori che si separavano o che gestivano i loro figli senza amore, che consideravano i figli non come persone ma come bambolotti, rovinavano la loro vita facendoli diventare violenti o schiavi. Anno per anno mi sono sempre reso più conto di queste dure problematiche e ho capito che se le istituzioni non avessero messo in atto delle modalità concrete di leggi , di pene severe, nulla si poteva migliorare».
Chi è che cosa pensa Chiatti Paolucci chiede dunque che chi farà uscire Luigi Chiatti, «se ne assuma la responsabilità». «Io so bene cosa è e cosa pensa Luigi Chiatti – afferma Paolucci – ed è esattamente quello che lui disse nel 1993: “Io ho ucciso per colpa vostra e se mi farete uscire lo rifarò sempre per colpa vostra perché è nel mio dna”». Per questo Paolucci, insieme a tanti altri genitori di bambini uccisi che lo hanno contattato e che si sono iscritti alla sua associazione chiedono che ci sia uno psicologo in ogni scuola. Affinché i malesseri vengano individuati e curati subito.
L’appello alle istituzioni «Noi proponiamo – spiega Paolucci a Umbria24.it – alle nostre istituzioni umbre, di porre in ogni scuola, dagli asili nido fino alle superiori, uno psicologo almeno due giorni alla settimana, per fare delle attività con i giovani, per farli sentire dei veri esseri umani e non dei bamboccioni come viene fatto ora in tutta Italia. Bisogna sempre aiutare chi soffre, e cioè, chi creandosi delle problematiche, disattiva la propria vita e quella del prossimo». In questa ottica, il 18 maggio prossimo l’associazione creata dal padre del bambino ucciso da Chiatti a soli 13 anni, inaugurerà alcune sedi dove potranno essere accolte persone in difficoltà.
Il 18 maggio l’inaugurazione «Il 18 maggio – spiega Paolucci – inaugureremo queste nuove sedi, una per i minori in difficoltà, una per genitori con problematiche con i figli e tra di loro e una per aiutare coloro che si sentono attirati sessualmente dai fanciulli ma che non vogliono essere pedofili». Per questi locali Paolucci si sente di ringraziare il sindaco Nando Mismetti, gli assessori di Foligno, la presidente della Regione Catiuscia Marini e il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi «perché – dice – hanno detto sì, hanno accettato la nostra collaborazione attiva per cercare in tutti i modi di risolvere con forza e fermezza queste problematiche».
L’aiuto di Dio Il prossimo passo dell’associazione di Luciano Paolucci è quella di contattare tutti i sindaci dell’Umbria e il presidente della Provincia di Terni. «Noi abbiamo centinaia di iscritti in Umbria e centinaia in giro per l’Italia – racconta – inoltre ci avvaliamo della collaborazione di molti professionisti quali psicologi, psichiatri, avvocati, sociologi, pediatri. Il papà di Lorenzo Paolucci ha raccontato che «trovare un figlio in un bosco martoriato e massacrato in maniera orribile, ti annienta la vita, ma l’aiuto di Dio ha fatto la differenza con me e la mia famiglia». Dopo la tragedia dice che lo hanno contattato «tante persone a cui sono morti i figli» e insieme, dice «ritroviamo la gioia e la verità della vita».

