di Enzo Beretta
«Il contrasto a nuove forme di terrorismo come l’Isis richiede un cambio di marcia e di prospettive da parte di tutti: giudici e poliziotti». Lo ha detto stamani il procuratore generale Fausto Cardella prima della firma di un protocollo organizzativo in materia di indagini contro il terrorismo tra i vertici delle procure umbre e la Dna. All’incontro, tra gli altri, era presente il procuratore nazionale antimafia e terrorismo Franco Roberti, i vertici delle forze dell’ordine ed alcuni esponenti dell’Aisi, il servizio segreto interno. «Ci muoviamo – ha spiegato Cardella – in un campo nuovo al confine tra la repressione e la prevenzione».
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Scambio di informazioni «Il lavoro – ha spiegato Roberti – è imperniato sullo scambio informativo tra le strutture ordinarie del distretto e la procura distrettuale antiterrorismo, che si impegnano a scambiarsi le informazioni sui reati spia, ossia quelli sintomatici e potenzialmente riconducibili a condotte terroristiche. Questo costante scambio informativo viene assicurato dal procuratore generale che mantiene competenze di coordinamento. Sono protocolli già collaudati – ha aggiunto il magistrato – non sempre però hanno avuto esito soddisfacente in materia antimafia. Se i protocolli firmati non vengono fatti vivere diventano lettera morta. A Perugia certamente funzioneranno perché conosciamo il procuratore generale. Ciò – sono state le sue parole – serve ad avviare una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità». Nel suo intervento in Aula Affreschi il procuratore Roberti ha anche ricordato che «in passato, in Umbria, sono state condotte significative indagini antiterrorismo. Ancora adesso riteniamo ci possano essere presenze interessanti da seguire e da monitorare a fini investigativi. L’Umbria è un territorio molto importante soprattutto in chiave preventiva, qui c’è molto movimento e presenze islamiche significative. E’ un territorio, insomma, da tenere sotto osservazione».
I firmatari Il protocollo è stato siglato, oltre che da Roberti e Cardella, dal procuratore per i minori di Perugia, Giovanni Rossi, dal procuratore aggiunto di Perugia, Antonella Duchini, dal procuratore di Terni, Alberto Liguori e dal sostituto procuratore della Repubblica di Spoleto, Gennaro Iannarone.
