venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:09
22 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:47

Perugia, delicata partita a scacchi contro il terrore: trovate in carcere immagini dell’Isis e di Bin Laden

In una cella sono stati sequestrati ritagli di giornale raffiguranti bandiere nere dello Stato Islamico e la foto del leader di Al Qaeda. Erano di un pusher tunisino espulso a metà aprile.

Perugia, delicata partita a scacchi contro il terrore: trovate in carcere immagini dell’Isis e di Bin Laden
Il terrorista saudita Osama Bin Laden

di Enzo Beretta

Immagini con bandiere dell’Isis ed una fotografia del terrorista saudita Osama Bin Laden. E’ questo il materiale sequestrato all’interno di una cella del carcere di Perugia. Il ritrovamento è avvenuto alcune settimane fa e quei cartoncini – per lo più ritagli di giornale – sono stati attribuiti ad uno spacciatore tunisino finito dietro le sbarre per traffico di droga. Lo straniero è stato allontanato dall’Italia a metà aprile poiché ritenuto responsabile di «comportamenti compatibili con un percorso di radicalizzazione ideologica». Era anche stato bloccato con alcuni coltelli «proibiti».

11 settembre 2001 Al momento dell’arresto gli agenti della squadra mobile che cercavano nel suo smartphone numeri di spacciatori e scambio di messaggi con tossicodipendenti hanno riconosciuto bandiere nere ed altri simboli dello Stato Islamico. A Capanne è stato «attenzionato» e nel corso di un controllo gli agenti della polizia penitenziaria hanno rintracciato, appunto, ritagli di giornali raffiguranti foto e immagini inquietanti. Tra cui quella del leader di Al Qaeda progettatore dell’attentato dell’11 settembre a New York.

Comitato analisi strategica antiterrorismo A livello centrale l’attività di coordinamento è diretta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che riceve le informazioni dai vari reparti delle varie strutture carcerarie delle diverse regioni d’Italia. Un ruolo di estrema importanza in questa delicata partita a scacchi contro il terrore viene svolto dal Comitato analisi strategica antiterrorismo, organo fortemente voluto dall’attuale capo della Polizia Franco Gabrielli. Dopo le bombe di Madrid di dodici anni fa l’allora consigliere ministeriale istituì questo importante strumento finalizzato a valutare la minaccia terroristica, sia interna che internazionale.

Prezioso scambio di informazioni con 007 Per attuare il piano nazionale per la gestione degli eventi terroristici e assicurare allo stesso tempo un prezioso scambio di informazioni – spiegano fonti del Viminale – esiste questo tavolo permanente attorno al quale si riuniscono alti funzionari della polizia giudiziaria e dei servizi di intelligence. Perciò rappresentanti del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), dell’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) e dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna). Del Casa fa parte anche il Dap. In passato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo ha approfondito il livello di alcune minacce terroristiche provenienti da messaggi jihadisti e rivendicazioni di attentati, pianificando il lavoro delle forze dell’ordine nei confronti di persone sospette ritenute contigue ad ambienti radicali. Determinanti le analisi effettuate sulla base di informazioni ricevute a proposito di finanziamenti ad organizzazioni del terrore, quanto il monitoraggio del web. Alcuni messaggi di morte potrebbero passare dalle caselle di posta elettronica o dalle chat.

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

-->

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250