di Chiara Fabrizi

Nei primi nove mesi dell’anno in Umbria si sono contati in media quasi 28 infortuni sul lavoro al giorno, ma complessivamente il 2025 fa registrare a livello regionale una leggera flessione delle denunce seppur non omogenea territorialmente. Questo emerge dall’aggiornamento delle tabelle Inail al 30 settembre scorso, che segnala come nei primi tre trimestri dell’anno in Umbria si siano contanti 7.529 infortuni sul lavoro a fronte dei 7.729 rilevati nello stesso periodo del 2024, con un decremento pari al 2,6 per cento.

La lieve diminuzione di casi, però, non è omogenea territorialmente. A diminuire, infatti, sono esclusivamente gli infortuni rilevati nella provincia di Perugia, dove se ne sono rilevati 6.008 tra gennaio e settembre scorso contro i 6.235 degli stessi nove mesi del 2024, con una flessione del 3,6 per cento. Opposta, invece, la tendenza in provincia di Terni, dove nello stesso periodo in esame gli infortuni sul lavoro sono lievemente aumentati, attestandosi a 1.521 contro i 1.494 dell’anno precedente, con una crescita dell’1,8 per cento.

Circoscrivendo l’analisi al solo mese di settembre, inoltre, va rilevato a livello regionale un aumento delle denunce all’Inail, che sono state 837 contro le 732 del settembre 2024, con un incremento del 14,3 per cento. A livello territoriale, in questo caso, la tendenza è analoga: in provincia di Perugia, sempre limitatamente al mese di settembre, se ne sono contanti 668 contro i 585 del settembre 2024, con un incremento del 14,2 per cento; in provincia di Terni sono stati 169 contro i 147 dello stesso mese dell’anno precedente, con una crescita che sfiora il 15 per cento. Proprio giovedì 13 novembre, in Prefettura, la massima rappresentante del governo sul territorio, Antonietta Orlando, ha convocato l’Osservatorio provinciale sicurezza sul lavoro, estendendo l’invito a Unmil e Anmil dopo il confronto dei giorni scorsi sul recente episodio di ustione in acciaieria.

La stragrande maggioranza degli infortuni sul lavoro, in Umbria come altrove, si verifica una volta che il dipendente è arrivato sul luogo del lavoro: a fronte di 7.529 denunce all’Inail tra gennaio e settembre 2025 sono 6.657 quelle che si verificano durante l’orario di servizio, mentre le restanti in itinere. Analogamente la quota ampiamente più rilevanti di infortuni sul lavoro avviene in imprese del comparto “industria e servizi”, che da sole hanno fatto registrare 5.546 denunce a fronte delle 7.529 complessive. Il personale più colpito è giocoforza quello nato in Italia, da cui sono arrivate 5.920 segnalazioni di infortunio sul lavoro, seguito da quello nato in paesi extra Ue, che invece ne ha presentate 1.283, e da quello nato in paesi Ue, che ha denunciato 326 casi. Per quanto riguarda il genere, invece, a fronte di 7.529 infortuni sono stati 4.822 quelli che hanno colpito gli uomini e 2.707 le donne. Infine, da un punto di vista anagrafico, 2.376 denunce sono arrivate da lavoratori e lavoratrici con un’età compresa tra 50 e 64 anni.

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