di Fra. Mar.

L’indiscrezione corre veloce come da Firenze a Perugia, come le carte di alcuni alcuni stralci dell’inchiesta sul nodo dell’alta velocità fiorentina – per cui l’ex presidente di Italferr e della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti è finita ai domiciliari. Alcuni passaggi dell’indagine dunque sarebbero al vaglio della procura di Perugia che dovrà verificare prima di tutto, se si è in presenza o meno di reati, e nel caso, procedere di conseguenza. Tra gli episodi, contenuti nella maxi richiesta di misura cautelare dei pm fiorentini, e che verosimilmente viaggiano verso il capoluogo umbro ci sarebbe quello che tante polemiche ha suscitato, della raccomandazione per un esame universitario.

Le intrcettazioni Era settembre 2012 quando la Lorenzetti chiamò la professoressa Grossi dicendo :«senti pische’ ti devo chiedere una … una cortesia … una informazione ed una cortesia .. tu giovedì ci sei a Perugia?… giovedì o venerdì … (…) … senti tu una tale Romani di Patologia Generale la conosci?». E la Grossi rispose«.. Luigina Romani, l’assistente del rettore … come no?! … certo!! … perchè? … che c’è?». «…ah! è l’assistenza del rettore è ?! …(…) … niente … è venuto da me un amico carissimo il cui figlio si sta laureando in Odontoiatria .. tutto a posto senza problemi … sta finendo due esami uno dei quali è Patologia … qual è la questione ?… ovviamente tutti questi odontoiatri hanno la preoccupazione di mettere su prima di un altro … o di qualcun’altro lo studio per cercare di arrivare prima sul mercato … allora lui è diciamo concorrente o compete con un altro che ovviamente come sempre accade c’ha più soldi quindi un padre che gli organizza meglio … (…) …può … diciamo … può …però chi sta più avanti con gli studi è quest’altro figlio di quest’amico mio di Terni … e quindi vorrebbe .. gli è venuta l’ansia che pure essendo avanti magari per un piccolo incidente .. gli si mette un casino e va oltre il mese di settembre quando ci stanno questi due appelli del 14 e del 28 settembre … poi io non .. non c’ho rapporti … non li conosco … non …(inc) .. è evidente che è un laureando e che quindi ecco …». «Ho capito ho capito – risponde Gaia Grossi – … ha bisogno di non essere fermato ingiustamente .. diciamo così … per qualche finezza accademica che poi (inc) e fa un danno vero».

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Noi siamo concrete «Ecco brava!-  ribatte Lorenzetti – hai capito perfettamente Gaia mia … (…) … noi siamo concrete e pratiche senza tante seghe .. insomma .. questa è l’ansia di chi dice … <io non è che sono figlio di papà … sono … uno normale che però sto più avanti di quest’altro .. allora vorrei arrivare prima > .. loro ovviamente aprirebbero a Terni e questo è .. questa è la questione …». Pochi giorni dopo è la professoressa Grossi a dirle: «c’ho parlato stamattina … per telefono e lo vedo domani primo pomeriggio … perché queste cose è meglio (inc) di persona … (…) …comunque si è prosternato .. perchè gli ho detto da chi viene … <a disposizione> » E ancora: «ti faccio sapere domani … quando ci parlo comunque guarda trasmetti tranquillità .. non ne dubito .. mai dire (inc) quando non ce l’hai nel sacco come si dice … (…) … però insomma la persona è molto molto molto vicina a lui … è la sua allieva».

30 analisi «Grazie pischella mia – le scrive in un sms pochi giorni dopo la Lorenzetti – . Noi della vecchia guardia siamo sempre dalla parte del più debole . Baci baci Rita». «Istruzioni per l’uso – dice la Grossi al telefono con la Lorenzetti il 27 settembre scorso – il capo è andato in laboratorio ieri .. ha parlato con i suoi ha visto le analisi .. sono tutte positive quindi la prognosi è positiva».  Il giorno dopo il padre dello studente dice alla Lorenzetti: «il mio è andato a fare la visita … è rimasto contentissimo .. però gli ha ordinato 30 analisi da fare … il risultato finale … dice … <stai bene ma fammi queste 30 analisi» . Poi Maria Rita Lorenzetti manda un esame a Gaia Grossi: «Tutto a posto . 30. Grazie e ringrazia il capo». E’ un reato? Lo decideranno i magistrati. Alle telecamere di Umbria24 la professoressa Grossi si era rifiutata di commentare la cosa, mentre il rettore uscente Francesco Bistoni aveva specificato che lui non si era «mai prostrato ai piedi di nessuno».

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