Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo

«Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo nel mirino degli inquirenti da marzo». E’ quanto afferma il quotidiano La verità in edicola venerdì mattina relativamente all’inchiesta ‘Operazione Spada’, sfociata il 17 novembre scorso nel blitz negli uffici del Comune e delle cooperative coinvolte. Una ipotesi che non trova riscontro nella versione del primo cittadino, il quale nega di avere avuto notizie su un suo coinvolgimento nella vicenda. E intanto il Movimento Cinque Stelle torna ad attaccare il primo cittadino.

La notizia Che la situazione politica fosse incandescente sul fronte ‘Operazione Spada’ è noto da tempo ma venerdì mattina un articolo del quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro spiega che il sindaco sarebbe iscritto nel registro degli indagati dal marzo scorso nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti che ha coinvolto poi altri 16 nomi. A sostegno della tesi anche un documento che la questura spedito alla procura della Repubblica e in cui compare il nome del sindaco.

La replica del sindaco Da lì la replica dello stesso Di Girolamo, il quale sostiene di non aver ricevuto l’avviso di garanzia e informazioni su indagini a suo carico, anche se il sindaco potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati senza averne avuto formalmente notizia: «Non mi è arrivata alcuna comunicazione – ha sostenuto il sindaco – da parte delle autorità inquirenti in merito ad un mio coinvolgimento sull’inchiesta che la magistratura sta portando avanti, verso la quale ribadisco ancora una volta la mia e dell’intera amministrazione comunale massima fiducia e serenità. Sono altresì sicuro che il mio operato non possa dar luogo a fraintendimenti o a situazioni che possano essere approfondite dagli organi inquirenti».

I 5Stelle attaccano Sul caso intanto il Movimento Cinque Stelle torna ad attaccare, dopo che nei giorni scorsi aveva chiesto direttamente al primo cittadino di dire pubblicamente se fosse indagato o meno: «Il gruppo consiliare del M5S – si legge in una nota – venerdì 2 dicembre aveva  formalizzato via pec una richiesta di un consiglio straordinario urgente, proprio per avere chiarimenti da parte del sindaco circa la sua posizione relativamente alle indagini, soprattutto rispetto ad un suo eventuale coinvolgimento. Il sindaco dopo aver sommariamente negato ha dichiarato di non aver ricevuto avvisi di garanzia in merito. Oggi a seguito delle nuove indiscrezioni di stampa, si riafferma con maggiore urgenza il bisogno di spazzare via ogni ombra sul pericoloso binomio politica-affari su cui stanno indagando gli inquirenti, mostrando il certificato di cui all’art. 335 del codice di procedura penale, che potrebbe riportare l’eventuale iscrizione nel registro degli indagati. Un primo gesto di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini».

Fratelli d’Italia «Per giudicare Di Girolamo politicamente colpevole non abbiamo bisogno di allestire in piazza nessun rogo». Inizia così l’intervento di Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale in Comune. «Certe pratiche, come dare la caccia alle streghe e condannare chicchessia magari ad indagini appena aperte, non appartengono né mai apparterranno alla nostra cultura politica. La giustizia faccia il suo corso, la politica lasci stare lo spettacolo. Per noi, Di Girolamo se ne sarebbe già dovuto andare almeno da quando è stata ufficializzata la notizia della montagna di debiti in cui lui e la sua giunta hanno affogato i bilanci comunali. Per noi, Di Girolamo è comunque padre e figlio di un sistema consolidato di clientele magari non penalmente rilevanti (o forse sì), ma sicuramente responsabili dell’arretratezza asfittica che Terni sconta».

Lega Nord Terni A chiedere «chiarezza» è invece la Lega Nord Terni. «La giustizia – si legge in una nota – farà sicuramente il suo corso. Ma la giustizia ha i suoi tempi e la nostra città purtroppo di tempo non ne ha più. In questo preciso momento storico, Terni necessità più che mai di una amministrazione autorevole, competente, sicura, limpida che possa operare le scelte migliore nel solo ed esclusivo interesse del popolo ternano. Su questa attuale giunta si addensano troppe ombre, che paralizzano ogni sorta di azione politica per affrontare tutte le emergenze della città, dall’ambiente, alla sicurezza sino all’occupazione».

I love Terni «La vicenda relativa all’indagine della procura sugli appalti del Verde pubblico e su quello per la gestione dei diciotto cimiteri comunali – commenta Enrico Melasecche di I love Terni – ha portato all’ennesimo rimpasto di giunta ma rimane un problema: Bucari, prima che scoppiasse l’inchiesta, disse che stava procedendo all’appalto per la riqualificazione di via dell’Argine, da 200 mila euro, con lo stesso meccanismo utilizzato per Verde e cimiteri. Il ‘sistema Terni’ ha un bisogno urgente di esser resettato per tornare a livelli di decenza. Quindi chiediamo che il sindaco assegni ad altro assessore la delega ai Lavori pubblici ma soprattutto che lui stesso valuti, alla luce anche del suo coinvolgimento diretto nelle indagini, un atto di rispetto nei confronti della città, affidando ai ternani tutti la decisione di tornare in primavera a nuove elezioni».

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