Rifiuti, foto archivio

di Fra. Mar.

«Dal complesso degli accertamenti compiuti si può ipotizzare che l’azienda abbia ricevuto ingenti quantitativi di rifiuti speciali di varia natura, artatamente classificati come imballaggi misti, in realtà di differente composizione e anche potenzialmente pericolosa, allo scopo di simularne il trattamento di recupero». E’ questa l’accusa che il pm Valentina Manuali della DDA di Perugia muove all’azienda Baldini, rimasta coinvolta nell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti che vede indagati i vertici di Gesenu e Tsa.

Gestione illecita E anzi,«si può ipotizzare – scrive la procura – che di concerto con Gesenu, TSA e il laboratorio di analisi erica, si sia pianificata una complessa attività do gestione illecita di ingenti quantità di rifiuti». Il passaggio è riportato nel dispositivo con cui martedì sera gli uomini del corpo forestale dello Stato hanno sequestrato i registri di carico e scarico in tutti e tre gli impianti di Borgoglione, Ponte Rio e Pietramelina.

Attività simulata «In sostanza – è ancora il provvedimento – è stata simulata un’attività di recupero di rifiuti i quali, invece, vengono direttamente inviati tal quali in discarica con il codice mutato in 191212 per cui vige la deroga al parametro Doc». In soli 45 giorni, a Borgogiglione, sarebbero stati smaltiti «illecitamente» 141 tonnellate di rifiuti a cui è stato attribuito un codice errato.

Attività organizzata «Si evidenzia – scrive il pm Valentina Manuali – la sussistenza di un’attività organizzata in capo alla Gesenu spa con la collaborazione dei responsabili dei laboratori di analisi e di altri soggetti, finalizzata allo smaltimento illecito di ingenti quantità di rifiuti, compiuto attraverso operazioni di trattamento inadeguate. In particolare – dice ancora il pm – la complessa struttura organizzativa della Gesenu, costituita da consistenti mezzi e impianti, viene utilizzata anche per smaltire illecitamente e sistematicamente ingenti quantitativi di rifiuti».

14 indagati L’inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Perugia ha per ora messo in fila le accuse di traffico e smaltimento illecito di rifiuti contestate, a vario titolo, a 14 persone, tra cui l’ex Ad Silvio Gentile, il direttore tecnico di Tsa Luciano Sisani e il suo omologo di Gesenu Giuseppe Sassaroli, il presidente del Cda di Tsa Roberto Lombrici.

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