C’è anche l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni tra le strutture da cui sono stati sequestrati documenti nell’ambito dell’operazione ‘Gare d’assalto’, emersa nel primo pomeriggio di giovedì. L’azienda ternana è tra quelle in cui gli inquirenti si sono recati nei giorni scorsi per portare via delle documentazioni ritenute utili alle indagini. Non c’è quindi nessun provvedimento e nessun tipo di coinvolgimento a carico di esponenti della Santa Maria.
Gli arresti L’inchiesta nasce a Milano dal procuratore Edmondo Bruti Liberati. Nel procedimento c’è anche un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal gip di Milano Giuseppe Gennari per accuse che riguardano la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, a carico di quattro persone dell’azienda Elekta Spa. Si tratta di Fabrizio Mannelli, procuratore aziendale, Davide Sebastiano Casolino, direttore vendite, Francesco Cerillo, manager di area e Angela Pallotti, anche lei procuratore. Nel quadro emergono anche 22 avvisi di garanzia per turbativa d’asta.
L’arrivo a Terni Nello stesso filone gli inquirenti hanno effettuato diversi sequestri in diverse strutture ospedaliere e sanitarie in diverse regioni d’Italia, in cui ritengono possano trovarsi documenti utili poi per il proseguimento delle indagini. I sequestri sono arrivati anche nelle aziende sanitarie locali in Liguria, a Bologna, in quella del distretto Lanciano-Vasto-Chieti, in quello Sud-Est della Toscana, a Lecce. Nel mirino degli inquirenti anche la sede della Lega Italiana Lotta ai Tumori, gli Ospedali riuniti Marche Nord, l’azienda ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli, la fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, la società regionale per la sanità spa e la Santa Maria di Terni.
La gara ternana I documenti prelevati a Terni riguardano la gara d’appalto indetta nel 2014 per l’acquisizione e l’installazione di un acceleratore lineare all’interno dell’ospedale, che tra l’altro deve ancora essere installato. Alla gara, da quanto trapela, aveva partecipato una sola azienda, proprio la Elekta Spa finita al centro dell’indagine. Dal Santa Maria comunque traspare tranquillità in merito all’operazione dell’indagine.

