di Enzo Beretta

Parla di «pericolosità degli indagati» il gip di Perugia che ha rimesso in libertà gli ex componenti del consiglio direttivo del consorzio Cosap99 accusati di associazione per delinquere e appropriazione indebita. Massimiliano Baccari (presidente di Cosap99, già numero uno regionale di Fiva-Confcommercio), il suo vice Mario Lillocci e i tre consiglieri Leonardo Rosignoli (segretario), Valter Agostinelli (cassiere) e Lanfranco Proietti (consigliere) organizzavano le mostre mercato in Umbria ma hanno riscosso «in nero» dagli ambulanti – secondo la Procura – quote di partecipazione per un totale di 78.618 euro.

Obbligo di firma Considerato, però, che dopo essere finiti agli arresti domiciliari si sono dimessi dalle cariche è venuta meno la possibilità di reiterazione dei reati e il giudice ha dunque imposto loro l’obbligo di firma in caserma. «La gravità del quadro indiziario rimane invariata» – è spiegato nel provvedimento – ma poiché «esiste una pericolosità degli indagati, legata alla loro personalità e desumibile dalla gravità dei fatti, in particolare dall’evidente propensione» a realizzare «meccanismi fraudolenti» durante l’attività professionale per «ottenere illeciti profitti» (tra cui «incasso di somme in nero, acquisti simulati e sovrafatturazione») ciò può essere «adeguatamente fronteggiato» con una misura «meno afflittiva» come l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Difese soddisfatte Gli indagati sono difesi dagli avvocati Fernando Mucci, Franco Bizzarri e Nicola Cittadini che hanno espresso soddisfazione per la decisione del giudice. Proseguono, intanto, le indagini della guardia di finanza.

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