«Una patacca». Usano un linguaggio, come loro stesso lo definiscono, «colorito» gli ex commissari straordinari della Bps che mercoledì mattina, in una nota, hanno parlato così della proposta di acquisto della banca fatta a suo tempo dalla Nit Holding di Hong Kong. Tra le accuse portate in procura dall’avvocato Angeletti infatti, che proprio in questi minuti sta tenendo una conferenza stampa nella sede della Provincia di Perugia, c’è anche la presunta e mancata valutazione della proposta irrevocabile di acquisto presentata dalla Nit Holding di Honk Kong, società di investimenti internazionali, e respinta il giorno stesso dai commissari ma indicata dai soci come vantaggiosa. Una proposta che, come visto, Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile bocciano senza appello anche ora.
Bocciata «In proposito – spiegano -, si deve rilevare che la documentazione offerta da tale società, che avrebbe dovuto attestare la solidità economica, è risultata del tutto inattendibile, tant’è che i sottoscritti commissari straordinari hanno depositato ben tre esposti alla Procura della Repubblica di Spoleto proprio in relazione alla non veridicità dei documenti depositati. D’altra parte la stampa locale si era già occupata di altre iniziative non andate a buon fine di questa società. L’esclusione dal procedimento di selezione degli offerenti di Nit Holding è stata comunicata dagli scriventi all’interessata con adeguata motivazione e si precisa inoltre che, quanto meno nel mercato uuropeo, l’acquirente di una banca deve avere particolari requisiti di serietà e solidità finanziaria».
Una patacca «In definitiva – aggiungono -, per usare un’espressione colorita, la vicenda della Nit Holding sembra essere una “patacca” e su di essa si fonda per buona parte l’esposto alla Procura della Repubblica». Nel resto del comunicato poi, i tre ex commissari dell’istituto bancario spoletino ricordano le «rilevanti perdite» che hanno portato alla necessità di «un aumento di capitale non inferiore a 130 milioni di euro» e alla ricerca di un nuovo socio capace di mettere in campo un efficace piano industriale. La selezione del partner, sottolineano sempre i commissari che rivendicano come tutto sia stato portato avanti con «la massima trasparenza», è stata fatta attraverso un advisor finanziario, Lazard, «di standard internazionale» che ha valutato tutti i requisiti necessari e poi il piano presentato.
