L’inceneritore Bioter di Terni è fermo ma la società titolare dell’impianto vuole riattivarlo. In questo senso si è mossa con l’avvio di una procedura di riesame Aia (Autorizzazione integrata ambientale) pur avendo sostenuto al Tar (ottenendo il favore dei giudici contro il parere della Regione Umbria) che questo non sia necessario per bruciare, come richiesto, diverse tipologie di rifiuti. L’ente di Palazzo Donini però non ci sta. L’assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha depositato ricorso di appello in Consiglio di Stato, proprio in merito alla sentenza del Tar sulla applicabilità delle Best Available Techniques (Bat) nella richiesta di riavvio dell’impianto Bioter di Terni. Risultato: il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare.
La decisione del Consiglio di Stato L’ordinanza cautelare è della IV sezione giurisdizionale, nel provvedimento si legge: «Considerato, alla luce di tutti gli elementi emersi in giudizio e della complessità delle questioni poste, che l’interesse rappresentato dalla parte appellante possa essere adeguatamente tutelato attraverso la sollecita celebrazione dell’udienza di merito». Quindi «il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, accoglie l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita definizione del giudizio di merito».
De Luca «Siamo convinti – le parole dell’assessore in una nota – che la richiesta di riavvio/esercizio dell’impianto vada subordinata alla presentazione di un’istanza di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale per l’adeguamento alle migliori tecnologie disponibili e siamo pronti a far valere le nostre ragioni fino all’ultimo grado di giudizio». Nella sentenza del Tribunale amministrativo regionale, tra le altre cose, è scritto che ‘il legislatore rimette alla valutazione Regionale la ricorrenza dei presupposti per disporre comunque il riesame dell’Aia’ ma anche che ‘dovrebbero verificarsi una serie di condizioni, rispetto a inquinamento e norme ambientali, che non erano del caso specifico’».
Inceneritore Bioter Nel frattempo la Regione fa sapere che a breve l’inceneritore tornerà a ‘sbuffare’. «L’azienda – si legge in una nota – ci ha comunicato che nelle prossime settimane si svolgeranno delle operazioni di manutenzione ordinaria dell’impianto che sono in linea con le attività autorizzate. Tali attività comporteranno delle emissioni di vapore in atmosfera a partire dal 24 febbraio 2025. Tali getti di vapore con eventi sonori che si protrarranno per circa 15 giorni saranno effettuati all’interno delle fasce orarie dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00. Non possiamo impedire l’attività ordinaria di manutenzione – ammoniscono da Palazzo Donini – ma garantiamo la massima attenzione da parte della Regione e di Arpa su tali operazioni».
