di Chiara Fabrizi

Accusati di violazione di sepolcro, oltreché di domicilio e danneggiamento aggravato. Queste le ipotesi di reato per le quali sono state denunciate quattro persone residenti in Lombardia, si tratta di due uomini e due donne di età compresa tra 26 e 49 anni, identificate dai carabinieri di Calderola (Macerata) come i protagonisti dell’incursione avvenuta il 6 gennaio 2025 nella chiesa di Sant’Andrea di Campi Alto (Norcia) gravemente danneggiata dal terremoto del 2016. Qui, secondo i militari dell’Arma, i quattro avrebbero profanato la tomba della badessa del monastero che aveva sede nella chiesa di Campi Alto.

I quattro si sarebbero introdotti nell’edificio sacro reso inagibile della sisma “armati” di arnesi da scasso e torce. A loro gli investigatori sono arrivati agevolmente, perché già in passato il gruppo a cui i quattro appartengono era stato denunciato per alcuni reati, dal furto aggravato alla violazione di domicilio nella provincia di Macerata. In quel caso alla Procura marchigiana competente erano state segnalate 11 persone che, secondo i carabinieri, si introducevano all’interno di immobili privati, storici e religiosi, danneggiati dal terremoto del 2016 e quindi disabitati.

Il fine delle incursioni era creare contenuti social che poi venivano postati su una pagina Instagram allo scopo di «immortalare il tempo che si era fermato» a causa della distruzione provocata dalla sequenza sismica. Naturalmente dalle scorribande nei luoghi storici piegati dal terremoto e dai video condivisi sulla pagina social il gruppo otteneva quello che è considerato «un indebito guadagno» generato dalle visualizzazioni di quelle clip.

Dopo la denuncia degli 11 componenti del gruppo, avvenuta nell’ottobre 2025, i militari di Calderola hanno continuato a indagare, analizzando le registrazioni di videosorveglianza sia di telecamere private che pubbliche, ma anche i video che via via venivano condivisi sulla pagina Instagram. Sono così stati accertate ulteriori incursioni non soltanto nelle Marche, ma anche in Umbria, dove è avvenuta la violazione del sepolcro della badessa del monastero che un tempo prendeva posto nella chiesa di Sant’Andrea di Campi Alto.

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