Un automezzo dei vigili del fuoco (foto Fabrizi)

«Un messaggio bello marcato». Luca Patoia, proprietario della Umbria Giochi di Taverne di Corciano si sfoga così, in un’intervista a La Nazione, a proposito dell’incendio che nelle scorse ore ha devastato la sua azienda che produce giochi come slot machine e videogames. Una realtà impegnata anche nel sociale e che, secondo le stime del titolare, ha prodotto danni per circa 70 mila euro. «Sono dispiaciuto – continua Patoia -, rammaricato e non so cosa possa essere accaduto. Non ci sono stati fatti rilevanti o ritorsioni da far pensare a un evento del genere». Patoia è uno di quelli che si batte contro la ludopatia («è un problema») e spiega che nel corso del tempo «abbiamo avuto problemi con alcuni per motivi economici. Ma arrivare a questo…». Grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza gli inquirenti hanno potuto appurare che i piromani erano due, a volto coperto, e che hanno cosparso di benzina le piste da pattinaggio smontate e anche un’auto di servizio parcheggiata sul piazzale che, però, non è stata distrutta. L’allarme è scattata intorno alle 3 di notte e il custode non si è accorto di nulla. Sul fatto indaga la questura di Perugia.

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2 replies on “Rogo alla Umbria Giochi, parla il proprietario: «Una ritorsione, ma non so il perché»”

  1. Perchè il suo lavoro, nonostante sia legale, crea disagio sociale e ludopatie. Esse sfociano in rabbia e ritorsioni. In un paese normale lei farebbe un altro mestiere.

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