Boschi in fiamme già a primavera. Sì, perché soltanto a marzo in Umbria sono già stati bruciati ottanta ettari di terreni a causa di 22 roghi considerati di rilievo dalle autorità. Nella maggior parte dei casi l’origine è stata colposa con l’innesco che è stato prevalentemente provocato dall’accensione di fuochi per liberarsi delle potature.
Incendi boschivi, bruciati 80 ettari In questo senso, è raccomandato evitare di bruciare la vegetazione e a poco vale la pioggia che nelle ultime ore è tornata a cadere anche sulla regione. Anche perché le forze dell’ordine hanno già denunciato cinque persone per incendio colposo, a cui si somma la contestazione di gestione illecita di rifiuti per l’uomo che ha accidentalmente acceso il rogo di Cesi (Terni) dove, oltre ai resti di alcuni bancali, le autorità hanno trovato anche resti di materiale plastico, che va smaltito all’isola ecologica.
Denunciate cinque persone I roghi più significativi, come emerso anche dalle cronache, sono stati quelli di Ancaiano (Spoleto), Sostino (Foligno) e Burano (Gubbio) dove le fiamme hanno divorato 40 ettari, ovvero la metà di quelli complessivamente andati in fumo. Qui, ma anche in altri due roghi, è stato necessario richiedere l’intervento dei mezzi aerei per supportare il lavoro delle squadre a terra con una serie di lanci.
