Polizia in azione (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

Nel fine settimana i poliziotti  dell’ufficio Immigrazione hanno prelevato un detenuto albanese dal carcere di Capanne e l’hanno scortato allo scalo aereo di Fiumicino, destinazione Tirana, per il rimpatrio.

I fatti Lo straniero, trentenne, condannato per stupefacenti, era arrivato in provincia attraverso il circuito carcerario. Era detenuto per espiare una sentenza emessa dal tribunale di Brescia che l’ha condannato a quattro anni e due mesi di reclusione perché sorpreso con due connazionali a Chiari (BS), nell’ ottobre del 2010, in possesso di 20 chili di eroina pura confezionata in panetti ricoperti di nastro adesivo e contenuta all’interno di un borsone. L’espulsione dall’Italia – con divieto di reingresso per dieci anni – disposta dall’ufficio di Sorveglianza di Perugia ha così sostituito la pena detentiva per i giorni restanti alla definitiva espiazione. La pena residua sarà automaticamente estinta trascorsi 10 anni dalla esecuzione della espulsione. Se invece farà rientro illegittimamente in Italia sarà automaticamente ripristinato lo stato detentivo per l’ esecuzione del restante periodo e per le sanzioni previste per l’ingresso clandestino nel territorio nazionale.

L’altro episodio Un altro albanese, invece, girava nella zona della stazione di Fontivegge con un giravite di circa 16 centimetri e, rintracciato dalla polizia, non ha fornito alcuna valida spiegazione. Così l’uomo, albanese, con numerosi pregiudizi di polizia, è stato denunciato. I poliziotti, considerata l’anomalia del comportamento del soggetto e i vari precedenti a suo carico, l’hanno denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. K.N. è anche risultato irregolarmente presente nel territorio nazionale, pertanto è stato ‘invitato’ in questura per chiarire la propria posizione.

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