di M.R.
«Asia Basilici non è ancora stata ricoverata, ma vive per strada a Terni in condizioni di estrema vulnerabilità, esposta a pericoli e ambienti legati allo spaccio di droga. La situazione è drammatica. Continua a compiere gravi atti di autolesionismo e non riceve le cure specialistiche disposte dall’autorità giudiziaria». A scrivere è di nuovo la madre della ragazza in attesa di ricovero in Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) che denuncia con forza il gravissimo ritardo nell’esecuzione dell’ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Spoleto (12 maggio 2025), che dispone il ricovero della giovane in Rems per un anno.
Con provvedimento del 24 febbraio scorso, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), precisamente Direzione generale detenuti e trattamento, ha sollecitato tutte le Rems femminili nazionali e, in particolare, il Punto unico regionale della Toscana, individuando come struttura territorialmente competente la Rems di Volterra (Pisa). Il Dap, con una lettera trasmessa all’avvocato Valeria Passeri (legale della mamma) ha chiarito in modo inequivocabile che la responsabilità dell’esecuzione della misura ricade sulle strutture regionali competenti.
«Questo rimpallo di responsabilità tra amministrazioni – stigmatizza Francesca, la madre di Asia – è inaccettabile e sta producendo conseguenze gravissime sulla salute e sulla sicurezza di una giovane donna che ha diritto a cure in un ambiente terapeutico protetto. Chiedo con urgenza: alla Regione Toscana, tramite il Punto unico regionale, di individuare immediatamente la Rems di destinazione ed eseguire il provvedimento. Alla Regione Umbria di attivarsi concretamente affinché sia garantito il percorso di cura previsto dalla legge. Alle Autorità giudiziarie di vigilare sull’effettiva esecuzione dell’ordinanza. Non è più tempo di attese. È necessario un intervento immediato».
