Il borgo di Pietralunga

di Iv. Por.

Rischia di far saltare il bilancio a molti comuni umbri e di provocare un conflitto costituzionale la decisione del ministero delle Finanze di rivedere l’Imu sui terreni agricoli per le zone montane in modo da estenderne il pagamento anche a proprietari prima esenti. Coinvolti centri di tutta la dorsale umbra.

Il decreto Con un decreto ministeriale, non ancora pubblicato, viene modificato il regime d’esenzione dell’Imu sui terreni agricoli: dovranno pagare l’imposta entro il 16 dicembre tutti i proprietari di poderi che si trovano nei paesi al di sotto dei 280 metri di altitudine. Per i Comuni fra i 281 e i 600 metri l’esenzione riguarderà soltanto i coltivatori diretti o gli imprenditori agricoli di professione. Restano esentati solo i Comuni montani che abbiano la sede della casa comunale sopra i 600 metri di altitudine. Di fatto, quei centri che prima venivano classificati montani, come Pietralunga, si ritrovano oggi ad essere “semi-montani” e quindi soggetti all’imposta.

Pietralunga Tanto che il sindaco Mirko Ceci provocatoriamente afferma: «Sposto il municipio a Candeleto». «E’ insostenibile – spiega – un decreto emanato il primo dicembre che vale sul 2014, gravando il bilancio per noi di 140 mila euro, anche perché il recupero dell’Imu sui terreni agricoli montani è, in molti casi, difficile, se non impossibile perché il catasto è incompleto e tanti terreni sono abbandonati».

L’appello: «Rinviare» Un appello a «Rinviare al 2015 e rivedere i parametri per l’applicazione dell’Imu agricola» viene da Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione agricoltura e deputato Pd, annunciando sul tema un’interrogazione parlamentare perche’ «questa tassa rischia di violare i principi della Costituzione e le norme presenti nello Statuto del contribuente». «Se venisse applicata l’Imu con queste modalita’ – precisa Fiorio – sarebbe prima di tutto incostituzionale perché i principi di equità e di tassazione rispetto al reddito sanciti dalla ‘Carta’ sarebbero stravolti da un’imposta che basa i presupposti di ‘marginalità’ solo su fattori altimetrici senza considerare, ad esempio, il contesto sociale ed economico di riferimento». L’Imu agricola per il 2014 quindi, ha detto il deputato, violerebbe il cosiddetto ‘Statuto del contribuente’ che prevede che «le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore; la scadenza di ogni tipologia di Imu è infatti fissata per il 16 dicembre e ad oggi l’apposito decreto ministeriale non è stato ancora emanato».

2 replies on “Imu, arriva la batosta sui terreni agricoli montani: rivolta dei comuni umbri”

  1. E’ gente pazza, da manicomio, non può essere normale uno che anche solo pensa una cosa del genere

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