di B.M.

La procura di Modica (Ragusa), al termine di indagini dirette dal sostituto procuratore Gaetano Scollo e coordinate dal procuratore Francesco Puleio, ha chiesto al gup il giudizio immediato nei confronti di Angelo Pauselli, di 51 anni, imprenditore di Città di Castello e della moglie Alida Cecconi, di 45 anni, arrestati nel dicembre dello scorso anno per sequestro di persona e tentativo di estorsione perché ritenuti i mandanti di una «spedizione punitiva» nei confronti di un imprenditore di Modica e di un suo dipendente.

La storia Nel maggio 2012 il personale del commissariato di Modica aveva ricevuto la denuncia di un noto imprenditore modicano che unitamente ad un suo dipendente era rimasto vittima di una violenta aggressione. I due, feriti al volto, sanguinanti e in stato di shock nei pressi di una chiesa, dove erano stati rilasciati dai loro sequestratori, nell’immediatezza dei fatti, avevano riferito agli investigatori di essere stati contattati telefonicamente da uno sconosciuto con il quale avevano fissato un appuntamento di lavoro nei pressi di un bar.

Sequestro I due avevano raccontato che sul luogo stabilito per l’incontro si erano presentati quattro uomini che li avevano dapprima malmenati e, immediatamente dopo, costretti a salire a bordo di una autovettura contro la loro volontà, minacciandoli allo scopo di impedire loro di usare il telefono per chiedere aiuto. I due avevano affermato di essere stati condotti in luogo isolato e nuovamente percossi. Solo dopo apprendevano dai loro sequestratori che l’incontro era finalizzato a risolvere «la questione Pauselli».

Pagamento Nel corso della conversazione, infatti, era stato preteso il pagamento di una somma di 8.500 euro per conto di altre persone, esibendo uno scontrino. L’imprenditore aveva raccontato che i malviventi pretendevano con minacce, anche di morte, il pagamento di questa somma di denaro a corresponsione di un contenzioso che lo stesso imprenditore, a dire di costoro, aveva con la ditta Pauselli di Città di Castello, in relazione all’acquisto di macchinari per lavori edili e stradali. La parte offesa aveva chiarito che uno dei malviventi, dopo averlo minacciato e percosso, lo aveva messo in contatto telefonico, in vivavoce, con il creditore Angelo Pauselli, e, subito dopo, con la moglie Alida Cecconi al fine di meglio chiarire la vicenda.

Misure cautelari Dalle successive indagini del commissariato vennero fuori due dei nomi dei presunti esecutori materiali del sequestro: Vincenzo Cannizzo, di 35 anni, Angelo Daniele Faldelli, di 48. Entrambi sono stati arrestati nel dicembre scorso. Per i coniugi Pauselli invece arresti domiciliari. Il giudizio immediato è stato chiesto anche nei confronti dei presunti esecutori materiali del sequestro: Vincenzo Cannizzo, di 35 anni, Angelo Daniele Faldelli, di 48 e Nunzio Alabiso, di 34 anni.

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