Angela Hewitt durante un concerto

Il Guardian incorona il Trasimeno festival. In un articolo firmato da Stephen Pritchard si sottolinea come l’evento «potrebbe sembrare un prodotto londinese, ma non è così. Anche se l’inglese è la lingua franca, il festival richiama un pubblico internazionale che sceglie l’Umbria per ascoltare artisti internazionali. Qui è possibile incontrare appassionati che arrivano dall’Australia, dagli Usa, dal Giappone e dall’Inghilterra che, come pellegrini, giungono sulle rive del Lago Trasimeno per apprezzare grandi menti e imparare qualcosa di più della musica che amano».

Angela Hewitt «Turisti da tutto il mondo – prosegue il Guardian – per sette sere ascoltano opere di Schubert, Mozart, Beethoven, Liszt, Tchaikovsky, Messiaen e Britten suonate da star internazionali del calibro di Barbara Hannigan, del Mandelring Quartet, e della fondatrice, nonché direttrice artistica del festival Angela Hewitt. Proprio la Hewitt, dopo aver deliziato il pubblico per alcune sere con una sonata di Liszt, il secondo concerto per piano di Beethoven e il concerto n.22 per piano di Mozart, ha scelto di cimentarsi con una sfida mai provata: eseguire l’intera “Arte della fuga” di Bach, in una sola esibizione da 90 minuti, immersa nel profumo dei gelsomini del cortile del Castello dei Cavalieri di Malta di Magione».

Soddisfatto Bracco Soddisfatto del trattamento l’assessore al Turismo, Fabrizio Bracco. «L’attenzione di autorevoli giornali internazionali verso l’Umbria e le sue manifestazioni culturali – commenta – è indubbiamente un aspetto molto importante per la valorizzazione del nostro territorio, che ci aiuta nel nostro lavoro, conferma la validità della strategia che abbiamo adottato per la promozione turistica e… ci fa anche piacere».