La conferenza stampa con il vice questore aggiunto Marco Tangorra

di Barbara Maccari

La polizia dalla prima mattinata di lunedì sta eseguendo numerosi arresti e perquisizioni nell’Alto Tevere nei comuni di Città di Castello, Citerna frazione Pistrino, San Giustino, e in quelli di San Sepolcro e Monterchi ubicati in provincia di Arezzo. Vi prendono parte gli agenti del commissariato di Città di Castello, coordinati dal vice questore aggiunto Marco Tangorra, quelli della squadra mobile di Perugia ed Arezzo, il commissariato di San Sepolcro, il Reparto prevenzione Crimine e unità cinofile antidroga.

Organizzazione «Ragazzi in erba» è il nome dell’operazione (durata otto mesi e che ha impegnato 60 uomini) che ha portato all’arresto di 10 soggetti (due a Capanne, gli altri ai domiciliari) e a 14 perquisizioni. Una vera e propria organizzazione piramidale, quella che è stata smantellata lunedì mattina: al vertice padre e figlio, P.L e V.L, 51 e 20 anni, italiani, che gestivano in maniera gerarchica gli affari avvalendosi di un braccio destro, e tanti altri piccoli collaboratori.

Le indagini Vanno riavvolti i nastri per capire da dove è partita l’operazione guidata dal vice questore aggiunto Marco Tangorra. Nel marzo del 2013 era stato smantellato un supermercato dello sballo che riforniva di droga sintetica tutta l’Alta Valle del Tevere. Da lì le indagini sono proseguite incessantemente. Durante le pause scolastiche gli agenti tenevano d’occhio i ragazzi entrati nei loro radar, monitorando i loro luoghi di ritrovo, le piazze di Pistrino (frazione del comune di Citerna) il Pam di San Sepolcro e i locali notturni che frequentavano la sera tra Città di Castello e San Giustino. I ragazzi si rifornivano nella piazza di Pistrino poi via WhatsApp ricevevano gli ordini e spacciavano in tutta la Valle.

Il capo L’intera operazione è partita dai controlli effettuati sul territorio nei pressi degli istituti scolastici, 60 sono stati gli studenti ascoltati dagli inquirenti per ricostruire l’intero quadro e poi segnalati all’autorità come assuntori. Il perno centrale dell’organizzazione era V.L. coadiuvato dal padre, P.L. Era lui che aveva in mano l’organizzazione. Il 20enne rispondeva solo a chiamate con richieste superiori all’etto di marijuana, per le quantità minori lasciava che se ne occupassero i suoi ‘collaboratori’. Lo spaccio avveniva prevalentemente presso il parco Roccolo di San Giustino e negli istituti scolastici tifernati.

Sequestro L’operazione ha permesso di recuperare diversi quantitativi di sostanza stupefacente: 600 grammi di hashish, 300 grammi di marijuana, 150 grammi di cocaina, 74 pasticche di ecstasy, 4 grammi di ketamina, funghi allucinogeni, 10 grammi circa di mdma, oltre a due bilancini di precisione e più di tremila euro in contanti emersi dalle perquisizioni domiciliari effettuate lunedì mattina. Perquisizioni ed arresti sono stati eseguiti a Città di Castello, San Giustino, Citerna, Pistrino, San Sepolcro e Monterchi.

Arresti Gli arrestati sono complessivamente 15, 10 quelli di lunedì, gli altri in operazioni precedenti. Due sono i ragazzi portati nel carcere di Capanne, V.L. e N.P (21enne) capo e vice dell’organizzazione criminale, altri sono ai domiciliari: P.L, 51enne, M.P, 24enne, M.C, 22enne, F.C., 22enne, G.M., 22enne, S.A. , 22enne ancora latitante, gli inquirenti lo stanno ancora cercando. I restanti due, N.P, 23enne e S.N. 21enne, con obbligo di dimora. Le ordinanze di custodia cautelare e le perquisizioni sono state eseguite con l’ausilio di unità cinofile di Ancona, equipaggi della squadra mobile e Digos di Perugia, commissariato di Foligno ed Assisi, reparto prevenzione crimine Umbria – Marche di Perugia. Le attività in provincia di Arezzo hanno visto la partecipazione della squadra mobile di Arezzo e del commissariato di Sansepolcro.

Atteggiamento spavaldo «E’ stata un’operazione particolarmente difficile – ha dichiarato il vice questore aggiunto Marco Tangorra – pedinare, intercettare, fare appostamenti in queste piccole frazioni dove tutti ci conoscono e si insospettiscono al minimo cambiamento, ci ha reso le cose più difficili, ma non abbiamo mollato la presa. Al momento degli arresti questi ragazzi si sono dimostrati spavaldi, sicuri di sé e convinti che la polizia non li avrebbe mai beccati, anche quando abbiamo debellato parte della loro organizzazione con gli arresti del 2013 sono andati avanti senza problemi continuando a spacciare droga su droga».

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