Altre sei scosse con magnitudo massima di 3.3 si sono verificate nella notte tra sabato e domenica pomeriggio nel Bacino di Gubbio. In particolare, alle 2.56 a 7.3 chilometri di profondità si è registrata una scossa di magnitudo 3.3, stessa intensita replicata alle ore 4.50. In mezzo un’altra scossa di magnitudo 2.2 alle 4.46. Un altro evento sismico alle 9.15 di domenica mattina di magnitudo 2.6. Un’altra scossa di magnitudo 2.2 è stata registrata dai sismografi alle 14.25 a 6.6 chilometri di profondità. E un’ultima di 2.5 alle 16.51. Interessata da eventi sismici anche la zona tra Assisi e Foligno: una scossa di magnitudo 2.5 si è verificata alle 17.52 con epicentro in Valtopina.
No danni Non vengono segnalati danni a cose o a persone. Nessuna chiamata d’aiuto è arrivata alla centrale operativa dei vigili del fuoco, ma tra la popolazione l’apprensione cresce. Dall’inizio del mese infatti, le scosse con epicentro nell’eugubino sono state oltre sessanta ( di magnitudo superiore a due gradi). La più forte è stata quella di domenica 22 dicembre con magnitudo quattro. Fortunatamente, fino ad ora, le tante scosse non hanno causato danni alle strutture, precauzionalmente sono state dichiarate inagibili quattro chiese.
Il commissario prefettizio «Dal punto di vista oggettivo c’è uno sciame sismico che si protrae dallo scorso agosto, le cui scosse, se prima si attestavano sui due gradi, adesso si sono alzate fino a toccare quattro gradi. E questo crea preoccupazione». A dirlo è il commissario prefettizio di Gubbio Maria Luisa D’Alessandro all’indomani di una nottata caratterizzata da quattro scosse di terremoto. «Tra la popolazione c’è allarme- aggiunge- ma più che monitorare continuamente non possiamo fare, visto che èimpossibile qualsiasi previsione. Anche queste scosse comunque possono creare dei problemi, è per questo ad esempio che abbiamo chiuso quattro chiese, a scopo precauzionale, e abbiamo annullato concerti ed eventi nei luoghi sacri. Voglio sottolineare la vicinanza delle istituzioni, la Regione, la Provincia e la Prefettura».
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