Esce di prigione l’ex sindaco di Gubbio ed ex vicepresidente del consiglio regionale, Orfeo Goracci. E’ rimasto in cella più di un mese, dal giorno di San Valentino. Per il gip non ci sarebbe più pericolo di inquinamento probatorio.
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Niente pericolo di inquinamento Il gip di Perugia, Carla Maria Giangamboni ha accolto l’istanza presentata il 19 marzo scorso dai legali di Goracci, gli avvocati Franco Libori e Marco Marchetti, secondo i quali non ci sarebbe più l’esigenza di custodia cautelare in carcere per il loro assistito. In particolare, il gip ha constatato che i recenti mutamenti nella pianta organica del Comune di Gubbio avrebbero fatto venire meno il pericolo di inquinamento probatorio. Nell’istanza presentata dai legali di Goracci ci sono anche le parole di Suor Dorotea, a cui Goracci avrebbe chiesto di intercedere per non farsi arrestare davanti alla figlia.
A casa Orfeo Goracci sconterà i domiciliari presso la sua abitazione, a Gubbio. Intorno alle 11 la moglie Laura Bei Angeloni è arrivata nel carcere perugino di Capanne per incontrare il marito e portarlo con sé. Intorno alle 13.30 la donna è entrata nei cancelli con la sua Opel Agila, uscendo poco dopo con Goracci in direzione Gubbio.
Le parole della moglie «Siamo molto felici della notizia – ha detto la moglie a Umbria24 – e non ce l’aspettavamo. Mi è arrivata una telefonata questa mattina prestissimo e mi sono precipitata qui anche perché l’avvocato mi aveva detto che era imminente il rilascio. Orfeo non ce la faceva più, è stato tutto il tempo rinchiuso dentro otto metri quadrati in totale isolamento. Gli veniva concesso di uscire dalla cella per entrare in un altro locale chiuso solo con un’apertura sul soffitto: un regime atroce che non riusciva più a sopportare. Si era dato tempo fino al 27 (per quando attendeva una nuova risposta sulla scarcerazione, ndr) poi non so proprio come avrebbe reagito, anche perché lui è una persona assolutamente libera e ogni forma di costrizione la vive in maniera molto pesante». Quanto al rapporto di Orfeo Goracci con le donne, contestatogli nell’inchiesta con l’accusa di violenza sessuale, la moglie risponde: «Credo che anche questo aspetto rientri nel meccanismo del fango e della strumentalizzazione. Certo qualcosa avremo da chiarirci ma rispetto a tutto quello che si è scatenato considero questo aspetto veramente marginale. Conosco mio marito da più di trent’anni, molto più di quanto si possa pensare». Continua il racconto, soffermandosi sui giorni trascorsi in cella: « Ad aggravare – ha aggiunto la donna – la situazione anche la sua malattia, poiché essendo affetto da diabete doveva sottoporsi 6-7 volte al giorno alle visite all’interno del carcere.
Non ha potuto nemmeno avere accesso agli atti per potersi difendere. Trascorreva il tempo scrivendo molto e rispondendo alle numerosissime lettere che gli sono arrivate. Poteva solo leggere i giornali. A nostra figlia non ho ancora detto nulla: solo che tornando a casa dalla gita a Roma troverà una bella sorpresa».
Le accuse Goracci finì agli arresti insieme ad altri amministratori, consiglieri in carica e funzionari del Comune. L’accusa, che si riferisce a quando Goracci era sindaco di Gubbio, è di aver dato vita ad una associazione a delinquere finalizzata all’abuso di ufficio, concussione, falso in atti pubblici e soppressione di atti pubblici. L’ex vice presidente del consiglio regionale dell’Umbria è anche accusato di violenza sessuale.




Il fatto che sia ai domiciliari, non vuol dire di certo che sia incolpevole.