Il tribunale penale di Perugia

di Francesca Marruco

Ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato il 37enne nigeriano che lo scorso anno era stato arrestato a Gualdo Tadino per violenza sessuale e sequestro di persona. A subire lo stupro, nell’ottobre dello scorso anno,  era stata una 31enne nigeriana residente nelle Marche costretta a un rapporto sessuale completo dal suo connazionale 37enne, arrestato dai carabinieri della compagnia di Gubbio poco dopo, quando la donna era riuscita a scappare da una finestra.

Il fatto La 31enne, disoccupata e domiciliata a Porto Recanati,era stata invitata da un conoscente a casa del suo connazionale, O.I. operaio di 37 anni, per parlare e passare del tempo insieme. Lui però, già ubriaco, aveva continuato a bere e, alterato dall’alcol, aveva iniziato a molestare sessualmente la ragazza. La donna, data anche la forza dell’uomo, non era riuscita a contenerlo, tanto da dover subire la violenza per un tempo lunghissimo, circa 2 ore e mezzo. La donna aveva confermato tutte le accuse in sede di incidente probatorio, chiesto dal pubblico ministero titolare dell’indagine, Gemma Miliani.

In aula Giovedì mattina, davanti al giudice Alberto Avenoso, l’uomo, ancora detenuto per l’episodio di violenza, assistito dall’avvocato Barbara Romoli, ha chiesto e ottenuto la celebrazione del processo con rito abbreviato, che gli varrà lo sconto di un terzo della pena.

La fuga Quel giorno in quella casa di Gualdo Tadino, la donna, approfittando della distrazione dell’uomo, era riuscita a sfuggire dalla presa di lui e grazie ad una finestra posta aperta al piano rialzato dell’abitazione (alta circa 2 metri) era riuscita a scappare. La donna aveva subito cercato aiuto e si era imbattuta n una pattuglia della polizia provinciale, che l’aveva accompagnata alla stazione dei carabinieri di Gualdo Tadino.

L’arresto I militari dell’Arma erano riusciti immediatamente a rintracciare l’uomo che si trovava ancora presso la sua abitazione e ad arrestarlo. Inequivocabili le scene della violenza che i carabinieri avevano trovato in casa: tracce di liquido biologico sulle lenzuola, preservativi usati sul letto, casa in disordine e bottiglie d’alcol vuote ovunque.

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