di Chiara Fabrizi
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È arrivato senza voce e se ne è andato lanciandosi sulla folla come un rocker. Ha fatto tappa in Umbria il Massacro tour di Beppe Grillo che, domenica sera, è spuntato prima a Spoleto e poi a Terni per sostenere la raccolta firme necessaria per la presentazione delle candidature dei sedici aspiranti parlamentari in quota M5s.
Ai giardini di piazza Vittoria il comico genovese, arrivato con un’oretta di ritardo, ha iniziato lo show con un filo di voce, ma lo ha finito urlando il «miracolo» delle parlamentarie, delle donne del M5s, il «sequestro dei beni ai politici», l’introduzione nella Costituzione del referendum propositivo e pure la trappola del debito pubblico. Nel mezzo «l’Udc, unione dei carcerati», Monti «il curatore fallimentare», «Berlusconi che ormai va in crisi anche davanti a Giletti». Immancabili le provocazioni alla stampa che, alla fine, si sono chiuse con «Merda! Che fai non riprendi quello che dico sul lavoro?» che il comico ha lanciato all’indirizzo dell’operatore del Tgr Rai, ‘colpevole’, a suo dire, di avere interrotto le riprese mentre si accennava alla «riforma degli uffici di collocamento» e «all’istituzione del reddito di cittadinanza per almeno un paio di anni».
In piedi sulla pedana di uno scivolo per bimbi e davanti a un migliaio di persone, Grillo ha sudato e sbracciato, chiesto partecipazione e strappato applausi amari. Stesso copione andato in scena a Terni dove ad accoglierlo, alle 23, ha trovato una piazza San Francesco gremita. Ma davanti a simpatizzanti, ferventi sostenitori e semplici curiosi, oltre a Grillo sono finiti i sedici aspiranti parlamentari dell’Umbria.
La prima uscita ufficiale per i capilista alla Camera, la 37enne perugina Tiziana Ciprini, e al Senato, lo spoletino 43enne Stefano Lucidi, ma anche per tutti gli altri che, microfono alla mano, hanno cercato un contatto con la piazza la stessa a cui hanno chiesto «aiuto e partecipazione» per completare il programma elettorale e assistere i gruppi parlamentari M5s che, firme permettendo, si formeranno a palazzo Madama e a Montecitorio. «Basta delegare, serve impegnarsi in prima persona». Un invito ripetuto più volte dai candidati e rilanciato da Grillo: «Se in Parlamento ne entrano 100, dietro ci dovranno essere milioni di cittadini pronti a dare una mano, il mio sogno – dice il comico – è di sciogliere il M5s una volta che i cittadini si saranno trasformati in istituzione, saremo un faro».

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