di Giovanni Baricca

Sette mesi a chilometri zero: il Grifo trova tre punti in trasferta, finalmente. Non succedeva dal 12 maggio scorso. Non succedeva, proprio, dall’ultima visita del Perugia a Pagani. «Una vittoria importantissima», l’ha definita Andrea Camplone. E ha ragione.

Il ghigno di Camplone: «Soddisfatto» Per i numeri: «Perché dare continuità ai risultati casalinghi era fondamentale». E poi per altro. Il Perugia – nella ripresa, prima no, il primo tempo è stato tutto fuorché esaltante – ha finalmente cambiato pelle: ha lavorato di fatica e sudore, portato nove (a tratti dieci) uomini dietro alla linea della palla senza per questo, ci mancherebbe, rinunciare ad attaccare. Camplone sorride, al solo pensiero: «La squadra si è mossa bene, oggi. È stata ordinata. Ha fatto quello che doveva fare». Si è aiutata. Vedi a centrocampo, dove “Moscati, Nicco e Filipe si sono scambiati spesso di ruolo. Filipe andava in zona tiro? Una mezzala scendeva. E viceversa. Mi sono piaciuti». Due soli appunti: poche conclusioni nel complesso (“In effetti, forse, dobbiamo tirare di più”) e un pronti-via da dimenticare. «Ci ha sorpreso la loro aggressività – ammette Camplone -, siamo partiti così così. Poi il rigore ci ha svegliato. Abbiamo chiuso gli spazi e iniziato a rubar palloni, rubar palloni e ripartirei, rubar palloni e ripartire…». La chiave tattica del match. Se la squadra non riesce a reggere il tridente alto, l’unica cosa che puoi fare è «abbassare la zona del pressing». Il baricentro. «E avere comunque campo e gambe per rilanciare l’azione». Parla e riflette, Camplone. Rivive gli attimi della gara. E fa: «Finalmente ho visto in campo l’atteggiamento che ai ragazzi chiedevo da tempo».

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Conti: «bravi noi ad adattarci» Ragazzi e non. Comotto a sinistra? «Dove lo metti sta bene». Conti preferito a Vitofrancesco? «L’ho visto in forma e l’ho buttato dentro. Ha fatto bene, il ragazzino, come tutti oggi pomeriggio». In fondo alla stanza, appoggiato al muro che separa sala stampa e tunnel degli spogliatoi, Andrea Conti annuisce. «Sono contento di mia prestazione – dirà più tardi -, significa che mi sono allenato bene in settimana». Ma è felice soprattutto perché «in trasferta, oggi, era importante vincere per proseguire la nostra striscia di vittorie. Su un campo difficile, poi, davvero brutto vista la pioggia. All’inizio non riuscivamo a imporre il nostro gioco, palla a terra, e allora ci siamo adeguati: abbiamo cercato con insistenza Eusepi nel tentativo di sfruttare la prestanza fisica. È andata bene». Capitolo episodi. Il rigore fischiato a Filipe, che Camplone ha giudicato «un po’ generoso, forse, ma a questo arbitro non si può dire nulla, ha usato lo stesso metro di giudizio per tutta la partita», Conti l’ha visto così: «Filipe prima penso abbia preso la palla, poi l’uomo».  E alla fine il gol di Mazzeo: «Gran gol, gran gol davvero…».

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