
di Francesca Marruco
Forse giustificare un documento originale del Comune in casa propria necessita di una spiegazione credibile. E magari veritiera. Sicuramente più difficile dello spiegare perché si possedevano delle copie di altri atti. Atti originali del Comune di Gubbio, con tanto di timbro, sono stati trovati durante le perquisizioni nell’ambito dell’indagine Trust in posti in cui non dovevano stare. Lucia Cecili, dirigente del Comune di Gubbio e braccio destro di Orfeo Goracci è la prima a cui il gip ha concesso uno sconto: dal carcere ai domiciliari.
Prime ammissioni La decisione del giudice Carla Giangamboni è arrivata dopo il parere favorevole dato anche dal pm Antonella Duchini al termine di otto ore di interrogatorio in carcere con la Cecili. Cecili, col suo «spiegare puntualmente tutto quanto contestato dal pm» avrebbe insomma ammesso qualcosa. Spiegando perché facendo da tramite ai carabinieri del ros che cercavano alcuni documenti, li ha copiati, a volte distrutti e altre volte fatti sparire. Che qualcuno glielo abbia chiesto?
Sconti solo a Cecili e Cristiano Intanto invece, oltre a Cecili ai domiciliari, l’unico cui il gip ha concesso la revoca della misura cautelare è stato Paolo Cristiano: il segretario comunale che già mercoledì tornerà al lavoro al Comune di Orbetello dove era stato trasferito dopo l’incarico di Gubbio. Tutte le altre istanze sono state rigettate dal gip: restano dunque in carcere l’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, Maria Cristina Ercoli e Graziano Cappannelli. Ai domiciliari invece restano Marino Cernicchi, Antonella Stocchi e Nadia Ercoli. Tutti hanno presentato ricorso al Riesame. E qualcuno ha anche chiesto ai pm di essere sentito. Che ci siano altre bocche disposte a spiegare.
Analisi dei pc e dei telefoni Intanto in procura è stato conferito l’incarico ai periti che avranno il compito di analizzare computer e telefoni sequestrati agli arrestati. Il tutto con la formula dell’incidente probatorio in modo da cristallizzare come prova l’eventuale risultato. Gli inquirenti sono convinti che dentro quelle memorie vi sia qualcosa di interessante. Anche le difese però pensano la stessa cosa, al contrario.
L’Augmentin Un esempio tra tanti: la foto in cui Orfeo Goracci e Antonella Stocchi siedono in un bar di Gubbio e lei le passa una busta? Sarebbe una busta della farmacia comunale con una medicina, l’Augmentin, per l’ex sindaco e non documenti. E i due si sarebbero accordati telefonicamente per l’acquisto di quella medicina. Lo avrebbero anche spiegato entrambi al giudice. E forse l’episodio finirà nella memoria che Orfeo Goracci starebbe scrivendo di proprio pugno per difendersi.
Il Prc di Sansepolcro al partito: no a costituzione parte civile Intanto a sostegno di Goracci e di tutti gli arrestati, il circolo XIXMarzo di Sansepolcro ha votato un «documento di solidarietà» in cui «si invita il Partito di cui facciamo parte a non costituirsi parte civile in un eventuale processo, come in questi giorni paventato, ed anzi a sostenere i propri iscritti con una adeguata assistenza legale. Per anni ogni livello del nostro Partito è stato orgoglioso dell’esperienza eugubina: allo stesso modo ogni livello del nostro Partito deve rivendicare oggi, in questo momento drammatico, la bontà di quell’avventura, che ha dato energia e voglia di lottare a migliaia di compagni in ogni parte d’Italia».
