di Iv. Por. e Ma. Troc.

Sono 16 gli sms di Sara Tommasi finiti agli atti dell’inchiesta della procura di Napoli che indaga su un giro di prostituzione che vede coinvolti anche esponenti della criminalità organizzata. Messaggi inviati dalla showgirl di Terni a personaggi importanti, come premier Berlusconi e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. La Tommasi (che non risulta al momento indagata) dovrebbe essere convocata presto, forse la prossima settimana dai pm per chiarire alcuni aspetti. Intanto intervengono i suoi legali, tra cui il perugino Nicodemo Gentile: «Siamo sereni e a disposizione degli inquirenti».

L’informativa Le trascrizioni dei messaggi fanno parte dell’informativa che la squadra mobile di Napoli ha inviato martedì alla procura. L’informativa, una cinquantina di pagine, comprende gli sms, partiti dal cellulare della giovane donna di spettacolo e la verbalizzazione di alcuni colloqui telefonici, nei quali si fa riferimento a Lele Mora e Fabrizio Corona, ma anche a Raffaele Del Noce e Massimo Giletti.

Gli sms a Berlusconi Negli sms Sara Tommasi,  usa un linguaggio confidenziale, quello dei giovani, usando ad esempio «k» al posto di «ch». Il periodo va dalla fine di dicembre alla metà di gennaio scorsi. Da come vengono riportati sulla stampa, ci sono gli auguri di Natale, ma anche sms più confidenziali: «Amore, ti ho mandato un pensiero da Licia. Spero tu kapisca questa volta» e anche rimproveri:  «Silvio vergognati! Mi hai fatto ammalare, paga i conti dello psicologo» e proteste perché il Milan non schiera Ronaldinho. Nell’informativa ci sono anche sms e telefonate fra la Tommasi e Paolo Berlusconi a proposito del ricovero in una clinica.

«Ti vogliono spingere a diventare lesbica» In una intercettazione emerge uno sfogo in lacrime della soubrette. Sara così descrive: «Alla fine questo lavoro ti vogliono spingere a diventare lesbica, no. Perché i potenti si elettrizzano quando vedono giochini a due e tre. Quindi vogliono che tu ti trovi una tua amichetta di giochi. Ma a me non piacciono le donne».

C’è anche Fabrizio Del Noce Le intercettazioni captano due contatti con il dirigente Rai Fabrizio Del Noce, un sms affettuoso e una telefonata nella quale Sara dice di essere in partenza per il Marocco «ospite di reali marocchini amici di Gheddafi» e chiede quando potrà partecipare alle riprese di Un posto al sole. «Ne riparliamo quando torni dal Marocco», le risponde. Un sms di auguri viene indirizzato anche al conduttore Massimo Giletti. In una telefonata con un amico, Sara racconta un episodio di qualche anno fa: «Ho conosciuto un coglione amico di Piersilvio Berlusconi che mi ha portato a cena da Piersilvio. Questo coglione mi ha fatto fare On the Road su Italia Uno».

«Lele metteva cose nei bicchieri» Il 23 dicembre, Sara Tommasi parla con un amico e fa pesanti apprezzamenti su Lele Mora che secondo gli investigatoti minaccia di non farla più lavorare. Poi passano all’argomento dei falsi scoop sui calciatori Ronaldinho e Quagliarella. Fa riferimento a Raffaela Fico: «È stata con Berlusconi» dicendo poi che stava scherzando. Quindi, Lele Mora: «È tutta colpa del Mora… perché sai… me ne combinava di tutti… faceva sempre arrivare tremila persone… poi secondo me mi faceva seguire.. mi faceva mettere cose nei bicchieri… ma vai a capire…».

La camorra I clan sono sullo sfondo, evocati da Fabrizio Corona (che non risulta indagato ma potrebbe essere sentito presto dai magistrati) quando lancia in televisione il sospetto che nelle mani della «malavita napoletana» ci sarebbero foto “taroccate” del premier. E ne parla Sara Tommasi alla radio, quando afferma che proprio Corona sarebbe un «malavitoso insieme a Bartolo».

Al premier:«Spero che crepi con le tue troie» Al premier, a  Natale , Sara scrive un messaggio di «auguri, presidente». Qualche giorno più tardi, il 5 gennaio: «Amore, ti ho mandato un pensiero da Licia. Spero che tu capisca». Il 10 gennaio Sara appare furibonda: «Silvio, vergognati, mi hai fatto ammalare, paga i conti dello psicologo». Un paio d’ore più tardi dal cellulare del presidente del Consiglio arriva uno squillo sul telefonino della soubrette. Che due giorni dopo, alle 4 del mattino del 12 gennaio, gli scrive: «Amore perdonami ho visto solo ora la tua chiamata. Ultimamente ho problemi con la linea telefonica. Se posso fare qualcosa… Bacio grande”. Trascorre una manciata di minuti e Sara scrive di nuovo: “Mi sei mancato tanto. Spero tu mi possa richiamare presto. Ti amo ancora sai?». E si firma: “Lady x”. Nel pomeriggio di quello stesso giorno, Sara scrive: «Ma perché non mi metti dietro solo il Mora invece k le lesbike??». Risentimento che monta il 15 gennaio: «Spero k krepi kon le tue Troie».

«La politica non è una barzelletta come l’hai intesa tu» Nelle ore successive, verso l’utenza personale del premier altri nove sms di Sara. 22.53: «Spero k il governo americano inizi a dare lustro a quello ignobile nostrano con i 10 requisiti di ammissione ad Harvard. La politica è una cosa seria». Un minuto dopo: «Non una barzelletta come l’hai intesa tu». Venti minuti dopo: «10 requisiti per l’ammissione tra le fila dei parlamentari… tu indagato saresti già fuori. Hai capito?». Due minuti dopo: «Riprendi subito Ron (il riferimento è al calciatore del Milan Ronaldinho) nella tua squadra di merda o ti faccio escludere da Obama e dai grandi del mondo e dalla politica internazionale… se l’Italia è incapa». La frase continua nell’sms successivo:«Incapace di ascoltare i segnali del Mondo». Dopo poco ancora Sara: «Ci vuole una buona reputazione per governare!! Anke tu fai festini Dinho deve tornare!». E subito dopo: «Stai abusando di potere». Fino all’ultimo sms: «Immeritato tra l’altro (sottinteso, evidentemente, il potere) vedi processi e quant’altro… ».

L’allarme dell’eurodeputata Due telefonate fra Sara Tommasi e la parlamentare europea Licia Ronzulli. La prima è della vigilia di Natale. La Ronzulli «si lamenta di alcuni sms poco piacevoli che ha ricevuto» e Sara replica che quei messaggi sarebbero stati inviati «da una ragazza a lei vicina per gelosia». Ma a destare maggior interesse è lo scambio di sms del 4 gennaio. Sara scherza: «Kiss kiss me Licia». La risposta è secca: «È bene che tu sappia che il mio cell è sotto controllo. Quindi tutto passa attraverso la procura, messaggi e telefonate».

«Berlusconi mi perseguita» Il 18 gennaio Sara Tommasi con la madre. Sara: «Mamma sono in taxi sto a Milano… sono venuta sopra per non fare un cazzo alla fine. Sono venuta per due appuntamenti ma poi alla fine non sono serviti a a un cazzo.. e basta. ora sto qua a rompermi i coglioni.. con la gente che mi droga a destra e sinistra.. guarda ua cosa.. non so più dove scappare… non so più dove scappare.. guarda (e Sara scoppia a piangere scrivono gli inquirenti) sono perseguitata… da Berlusconi e da tutti.. non so dove mettere le mani…». Madre: «Devi uscirne fuori da questa storia chiudi dentro e sta tranquilla. Poi con tutti i casini che ci stanno… con Berlusconi che è stato indagato…».

La Russa declina l’invito Il 6 gennaio, poi, la soubrette di Terni invia un sms al ministro La Russa: «Amore auguri! Domani torno a Mi. Pranziamo insieme?». Pochi minuti dopo, però, La Russa telefona alla showgirl per dirle, come hanno sintetizzato gli investigatori, che è «appena tornato dall’Afghanistan e che si risentiranno in un altro momento», scrivono gli investigatori.

Le auto e la smentita Nell’inchiesta c’è anche un’intercettazione tra Vincenzo Saiello, detto ”Bartolo”, impresario e presunto organizzatore di incontri sessuali a pagamento con alcuni suoi collaboratori in cui si parlerebbe di presunte auto di scorta del premier inviate a prendere Sara Tommasi a Roma. Circostanza seccamente smentita da Palazzo Chigi, «Mai nessuna auto del presidente del Consiglio‚ del suo apparato di sicurezza si è recata a casa di chicchessia, tanto meno di Sara Tommasi», recita una nota, nella quale viene rimarcato come Berlusconi il 9 settembre era stato impegnato in vari appuntamenti e poi, alle 16.30 è partito per l’ospedale San Raffaele di Milano. La nota parla di quindi di «notizie incontrollate e assurde fatte circolare al solo scopo di diffamare».

I legali: Sara preoccupata e dispiaciuta: «Vicenda montata ad arte». Così scrivono Nicoldemo Gentile e Antonio Cozza. «La nostra assistita, mai sentita, tra l’altro, in qualità di persona informata sui fatti da alcuna Procura, è fortemente dispiaciuta e preoccupata per questo assurdo attacco alla sua persona che né distorce l’immagine e ne mortifica la dignità. L’illegittima quanto incontrollata circolazione di materiale presumibilmente oggetto di intercettazioni, in un momento dove l’indagine dovrebbe essere coperta dal più stretto riserbo, oltraggia la nostra nobile civiltà giuridica. La pubblicazione di supposti contatti, privi fra l’altro di rilievo penale, tra la Tommasi e i personaggi, anche politici, che affollano questa pruriginosa storia, non è degna di un paese civile. La nostra cliente si pone a disposizione di qualsiasi Autorità in quanto i suoi rapporti con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, anche di origine campana, sono avvenuti esclusivamente per motivi professionali e di amicizia, così come potrà essere facilmente provato». Martedì è arrivata un’altra reazione degli avvocati della Tommasi.«La nostra assistita – affermano Nicodemo Gentile e Antonio Cozza – in vacanza all’estero per un periodo di riposo già programmato, non è mai stata sentita in qualità di persona informata sui fatti da alcuna procura, né ha ricevuto convocazioni in tal senso per i prossimi giorni». La Tommasi, per i suoi legali «è assolutamente serena, si pone a disposizione di qualsiasi autorità in quanto i suoi contatti con tutti i personaggi, anche di origine campana, che affollano questa pruriginosa storia sono avvenuti esclusivamente per motivi professionali, così come potrà essere facilmente provato. Essendo questi i fatti ci troviamo di fronte ad una vicenda “montata ad arte” al solo e malcelato fine di far lievitare l’ascolto – concludono Gentile e Cozza – di qualche trasmissione e rotocalco».

Napoli e Milano Non si capisce ancora bene se parte degli atti di Napoli finiranno a Milano nel «Ruby gate». Il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, sottolinea che i due fascicoli «per ora sono separati: non ne so niente e non ho avuto alcun contatto con i colleghi». Frena anche il procuratore napoletano Lepore: «Da Milano nessuna richiesta. Le nostre indagini devono ancora accertare, non è detto che ci sia qualcosa collegato alle indagini di Milano. Le indagini – aggiunge Lepore – le fanno i giornalisti, ci dicono quello che dovremmo fare o che pensiamo. Si sta sbagliando nella cronaca giudiziaria».

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2 replies on “Gli sms della Tommasi a Berlusconi e La Russa: «Silvio vergognati!». E poi: «Ti amo ancora»”

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