Poliziotti in azione nel centro storico (foto Fabrizio Troccoli)

I segnali sono quelli quelli che fanno scattare l’allarme massimo. Poi, chi ha esperienza investigativa lo sa: può andare bene oppure no. Questa volta è andata nel senso sperato ma gli elementi in mano agli investigatori, fin dall’inizio hanno fatto pensare al peggio.

La vicenda Una donna arriva in questura e racconta: il mio compagno si vuole uccidere. E’ irrintracciabile. Il resto dei dettagli dice che si tratta di un ragazzo in cura, che attraversa un periodo tormentato da litigi continui e cure psichiatriche. Ha spento ogni collegamento con il mondo esterno, dopo avere fatto pervenire messaggi inquietanti a un familiare fuori regione. I poliziotti le provano tutte per mettersi in contatto con lui ma non c’è nulla da fare. Non resta che fare ricorso ai metodi più artigianali. Contattare albergo per albergo, nella speranza che possa trovarsi in uno di questi. Il lungo giro, ad un tratto, incrocia un riscontro positivo. Quell’uomo è ospite in un albergo perugino. I poliziotti si precipitano sperando di trovarlo all’interno. E di fare in tempo. E’ in camera, imbottito di farmaci. Di corsa al pronto soccorso per una lavanda gastrica.