di Enzo Beretta
Il giudice Carla Giangamboni, coordinatrice dell’ufficio gip, è stata proposta dalla commissione del Consiglio superiore della magistratura come prossimo presidente della sezione penale del tribunale di Perugia. Il prossimo passaggio è la discussione dinanzi al plenum del Csm che potrebbe deliberare già nelle prossime settimane. Giangamboni, tifernate di 55 anni, è un magistrato di lungo corso dalle grandi qualità umane e professionali: insomma, ciò che serve nel post Mautone per tentare di risolvere i problemi e ridurre le pendenze del dibattimento. Il futuro presidente, chiunque sia, dovrà inevitabilmente fare i conti con i prossimi ‘bollettoni’ che indeboliranno ulteriormente l’ufficio di magistrati.
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L’archivio del Sismi e l’affaire Shalabayeva Durante la sua carriera Giangamboni ha scritto la prima sentenza di condanna in Italia per addestramento al terrorismo contro l’imam di Ponte Felcino e nel 2013 ha prosciolto l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari nell’intricata vicenda dell’archivio riservato in via Nazionale. Ha ordinato l’arresto del pm romano Roberto Staffa (ancora sotto processo con l’accusa di aver fatto sesso con alcuni transessuali nel suo ufficio di Piazzale Clodio) e ha firmato il rinvio a giudizio dell’ex presidente della Giunta regionale umbra Maria Rita Lorenzetti successivamente condannata nell’ambito dell’inchiesta Sanitopoli. In questi mesi Giangamboni è impegnata nell’udienza preliminare del presunto sequestro di Alma Shalabayeva a Roma.
