Il presidente Hellmann durante la lettura della sentenza (Foto F.Troccoli)

«Per il momento Amanda Knox è assolutamente innocente». Così il presidente della Corte d’Assise d’appello di Perugia, Claudio Pratillo Hellmann, che mercoledì mattina ha incontrato i giornalisti a Perugia. Per Hellmann quindi l’omicidio di Meredith Kercher «resterà una verità insoluta. Nessuno – ha detto – può dire come sono andati i fatti. L’unico è Rudy Guede». Riguardo al ritorno di Amanda nella sua Seattle il presidente ha spiegato che «non potevamo tenerla preventivamente qui in attesa della Cassazione».

Basta un piccolo dubbio Hellmann non ha illustrato, ovviamente, i motivi della sentenza (la Corte ha tempo 90 giorni) ma ha detto ai cronisti che «basta anche un piccolo dubbio, purché ragionevole, per assolvere». A chi gli chiedeva se l’assoluzione di Raffaele Sollecito e di Amanda Knox fosse stata disposta con formula piena o dubitativa, Pratillo ha detto che «verrà spiegato in sentenza». «È una questione speciosa – ha aggiunto – perché il codice impone di condannare solo se convinti al di là di ogni ragionevole dubbio. E se uno non è condannato è innocente».

VIDEO: LA LETTURA DELLA SENTENZA

Nessuna pressione La pressione dei media poi secondo il presidente non ha giocato alcun ruolo nella formazione della decisione della Corte: «Nessuna influenza sulla Corte – ha scandito Hellmann – da parte dei media». «Noi – ha proseguito – abbiamo pronunciato la sentenza in nome del popolo italiano, anche di chi gridava “vergogna”». Grida che con tutta evidenza non sono piaciute a Hellmann: «Questo parere umorale della gente – ha poi aggiunto – è diseducativo in generale, perché comporta una invasione dei ruoli che in una società come la nostra non dovrebbe essere minimamente possibile». Un pensiero infine Hellmann lo dedica alla famiglia Kercher: «Penso alla sofferenza dei genitori – ha detto – ma anche alla vita dei due ragazzi. Penso anche – ha detto riferendosi ai genitori di Amanda e Raffaele – alle loro vite: durante il processo li ho guardati e mi sono accorto della loro sofferenza». Pratillo Hellmann ha poi detto di essere stato «umanamente arricchito» dal processo.

Avrei fatto come i pm Parlando dei pm che hanno portato avanti l’inchiesta il presidente ha rilevato invece che «con gli elementi che avevano avrei fatto la stessa cosa. I pm avevano elementi più che sufficienti per avviare l’indagine». «Il pubblico ministero – ha aggiunto – non porta su di sé la responsabilità di condannare. Se ha elementi li porta alla valutazione del gup che deve verificare se sono sufficienti a celebrare un processo».

La procura: rispetto per la sentenza Mercoledì mattina con una breve nota si sono espressi anche il procuratore generale Giovanni Galati e il procuratorie della Repubblica di Perugia Giacomo Fumu esprimendo «rispetto» per la sentenza. Galati e Fumu hanno poi detto che le valutazioni dei vertici degli uffici «sono rinviate alla pubblicazione della sentenza».

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