di M.R.

Una serie di sfortunati eventi, o responsabilità da individuare. I familiari dell’anziano scappato dalla casa di riposo lo scorso mese, e deceduto qualche giorno fa, sono intenzionati a fare piena luce sugli ultimi giorni di vita di Benito.

Affetto da demenza senile, ricoverato in una casa di riposo per autosufficienti, dopo che aveva messo in pericolo se stesso e il resto della palazzina in cui abitava, provocando accidentalmente un incendio senza rendersene minimamente conto, al secondo o terzo tentativo di fuga, i responsabili della struttura sanitaria privata hanno suggerito ai familiari il ricovero nella sezione ‘non autosufficienti’ a garanzia di un maggiore controllo del paziente. Tuttavia, a distanza di 12 ore dalla nuova sistemazione, con annesso aggravio dei costi, l’uomo, sfuggendo al personale, è riuscito a calarsi da una finestra, facendo un volo significativo e riportando di conseguenza fratture multiple.

Per rintracciarlo, quella sera, era l’8 aprile scorso, si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Immediato il ricovero in ospedale; una 15ina di giorni di degenza nosocomiale poi le dimissioni protette, quindi il ricovero in un’altra struttura nella speranza che potesse pian piano tornare in forma, non avendo mai avuto prima problemi fisici. Purtroppo però, a distanza di un altro paio di settimane, si è reso necessario un nuovo ricovero in ospedale e, nel giro di 36 ore, si è verificato il decesso. I familiari non riescono a spiegarsi come sia stato possibile: «Andremo fino in fondo per capire cosa sia effettivamente successo. Qualcuno ci deve delle spiegazioni. Acquisita la cartella clinica e lo storico delle cure ricevute in tutto il periodo, procederemo per vie legali».

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