©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Investito da un mezzo cingolato mentre lavora. E’ morto così Riccardo Cirilli, operaio di 26 anni, residente a Castel Giorgio. Il dramma sul lavoro, che ha sconvolto il comprensorio di Orvieto e l’Umbria intera, si è consumato lungo la linea ferroviaria, all’altezza di Allerona Scalo, dove il giovane dipendente della Ceprini costruzioni stava lavorando a delle manutenzioni programmate, che Rete ferroviaria italiana ha appaltato all’azienda orvietana.

Muore a 26 anni sul lavoro Secondo quanto ricostruito dagli uomini della polizia ferroviaria del comandante Marco Tordi, che indagano coordinati dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri, il giovane è stato investito e schiacciato da un mezzo escavatore cingolato, in quei drammatici istanti in movimento per una manovra di retromarcia. Immediata la richiesta di aiuto dei colleghi al lavoro con Cirilli nel cantiere, ma purtroppo per il giovane operaio non c’è stato nulla da fare.

Investito da un escavatore Sulla tragedia sul lavoro, consumatasi ai lati della linea ferroviaria, hanno avviato tutti gli accertamenti del caso anche i responsabili del dipartimento Prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro della Usl Umbria 2, intervenuti sul posto insieme agli uomini della polizia Scientifica, ai pompieri e al medico legale, che ha eseguito l’ispezione cadaverica esterna, a cui potrebbe eseguire l’autopsia sulla salma del ventiseienne, morto a seguito dei traumi riportati. La notizia della morte del giovane di Castel Giorgio ha sconvolto non soltanto il comprensorio di Orvieto, ma anche l’Umbria intera, che in queste ore si sta stringendo intorno alla famiglia. A loro è andato il cordoglio di Rfi, che sull’incidente mortale sul lavoro ha avviato un’indagine interna.

Cgil Sul dramma consumatosi nel cantiere ferroviario a camera del Lavoro di Terni, dopo aver espresso «le più sentite condoglianze alla famiglia del giovane operaio», ricorda come da tempo «si chieda un’attenta e concreta politica per la sicurezza nei luoghi di lavoro, tema di fondamentale importanza a cui il sindacato, nella consapevolezza di una situazione complessiva in cui le morti sul lavoro continuano a rappresentare un’urgenza, ha interamente dedicato la giornata del Primo Maggio. Questo ennesimo infortunio si verifica in un Paese che da troppo tempo ha relegato il lavoro lontano dagli interessi della politica e delle istituzioni. La Cgil tutta, purtroppo e ancora una volta, è impegnata nel chiedere garanzie e tutele per evitare il ripetersi di tragedie come questa, che sconvolgono la vita dei lavoratori».

Chiesto incontro a Ceprini e Confindustria Sull’infortunio mortale, poi Fillea-Cgil e Filca-Cisl « hanno inoltrato una richiesta di incontro ai vertici aziendali e alla rappresentanza datoriale per chiarire le dinamiche dell’accaduto. Tale triste evento – si legge in una nota sindacale congiunta – si aggiunge alla già troppo lunga lista di infortuni mortali sul lavoro già occorsi dall’inizio dell’anno e conferma, purtroppo, la drammatica attualità del tema sicurezza nei luoghi di lavoro, da sempre al centro dell’azione sindacale,  ma che da tempo non trova nella politica e nelle istituzioni degli interlocutori attenti e sensibili». 

Cisl «Inaccettabile che nel 2018 si continui a morire sul lavoro», afferma in una nota Riccardo Marcelli segretario della Cisl Umbria. «Quanto accaduto ad Allerona deve spingere ad ampliare e lavorare di più sulla sicurezza, l’obiettivo deve essere zero incidenti senza retorica. Per farlo serve lavorare senza sosta sulla cultura della sicurezza che si coltiva ogni giorno attraverso investimenti e formazione. Serve aumentare la cultura della prevenzione e sotto questo aspetto non è più possibile tollerare il decadimento degli organi pubblici preposti al controllo, come purtroppo è avvenuto nella nostra regione negli ultimi anni. Come Cisl siamo vicini alla famiglia del giovane lavoratore scomparso».

@chilodice

 

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