di Ivano Porfiri
Di giorno giardiniere, di notte efferato rapinatore. La sezione Antirapina della squadra mobile di Perugia è riuscita a catturare uno dei malviventi che nei mesi scorsi ha seminato il terrore nelle ville del circondario di Perugia.
Chi è Si chiama Khasa Xhaferr, originario di Elbasan (Albania), di appena 24 anni. Dopo una lunga attività di indagine, di concerto con il sostituto procuratore Angela Avila, la mobile perugina comandata da Marco Chiacchiera lo ha sottoposto a fermo perché a suo carico sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza. Le accuse per Khasa sono di rapina pluri-aggravata e continuata, lesioni personali, sequestro di persona e porto abusivo di arma da fuoco, in concorso con altre persone ancora ricercate.
La chiave I poliziotti addebitano a Khasa, al momento, quattro rapine: il 22 settembre a Montone, il 19 ottobre a Brufa, il 27 ottobre a Castiglione del Lago e il 13 gennaio a Ponte Pattoli. La chiave per giungere a lui è stato un elemento comune ai colpi: le famiglie si erano rivolte ad una ditta dove lavoravano alcuni stranieri per la manutenzione del proprio giardino. Il lavoro serviva per scegliere l’obiettivo e studiare le vie di accesso alle abitazioni.
Le rapine Ecco nel dettaglio i colpi messi a segno. Nella notte del 22 settembre 2011 a Montone, cinque malviventi a volto coperto, con accento dell’Est, dopo essere furtivamente penetrati in una casa, picchiano e rapinano il proprietario con la sua famiglia. I rapinatori, prima di fare irruzione nella camera da letto e aggredire le vittime, si erano impossessati di uno dei fucili da caccia presenti nella stessa abitazione, utilizzandolo per minacciare le vittime. A Montone i primi indizi che portano alla ditta di giardinaggio.
Brufa Il secondo colpo è stato messo a segno nella notte del 19 ottobre 2011 a Brufa, quando quattro malviventi con accento dell’Est e a volto coperto si sono fatti consegnare 20 mila euro di bottino minacciando una famiglia con un bastone. Anche qui aveva lavorato il giardiniere albanese.
Castiglione del Lago Passano pochi giorni e nella sera del 27 ottobre,vicino a Castiglione del Lago, cinque malviventi armati di un fucile, una pistola e una grossa mannaia, fanno irruzione in una abitazione e, sotto la minaccia delle armi e dopo aver colpito il capofamiglia con pugni e calci, rapinano lui, l’anziana madre e un’amica di famiglia. Qui una delle vittime riesce, per qualche secondo, a scorgere in volto uno dei rapinatori.
Ponte Pattoli Infine, nella notte del 13 gennaio scorso, due rapinatori e armati di una pistola a tamburo e un fucile, fanno irruzione in una casa di Ponte Pattoli dove, sotto la minaccia delle armi, sequestrano e immobilizzano, legandoli con del filo elettrico, tutti i componenti la famiglia, riuscendo ad impossessarsi di contanti e preziosi. Anche qui uno dei rapinatori viene visto in faccia.
Il riconoscimento Tutte le vittime sono state in grado di vedere in volto il malvivente lo hanno riconosciuto senza dubbi in Khasa, lo stesso che aveva effettuato i lavori di giardinaggio. Per questo, constatato anche il pericolo che potesse fuggire (è, fra l’altro, clandestino) è scattato il fermo di polizia, che ora dovrà essere convalidato dal giudice.



Ma com’è possibile che questo sia clandestino e faccia pure tranquillamente il “giardiniere di giorno”?!… E poi, dopo aver disposto il fermo cosa succede? Biglietto andata e ritorno per l’Albania da S.Egidio?… E per finire, chi ha il giardino, se lo faccia da solo!!!