Gianfranco Vissani

di F.T.

Fatture per operazioni inesistenti, emesse solo per ridurre l’imponibile e pagare meno tasse. Questa, in sostanza, l’accusa rivolta dalla procura al noto chef Gianfranco Vissani. Una contestazione che riguarda le dichiarazioni dei redditi che vanno dal 2005 al 2007. Sul processo, passato nel frattempo dal tribunale di Orvieto a quello di Terni, incombe l’ipotesi-prescrizione.

Contestazione L’accusa, rappresentata in aula dal pm Francesco Novarese, ha quantificato in oltre 2 milioni di euro la presunta evasione fiscale, a fronte di una contestazione iniziale di circa 6 milioni. Una riduzione frutto dell’accertamento con adesione – in pratica un concordato – a cui lo chef di Baschi è ricorso per sanare e ridurre in parte il contenzioso.

Rinvio Nell’udienza di martedì mattina, davanti al giudice Maurizio Santoloci, sono stati ascoltati quattro testimoni dell’accusa. Fra loro, gli addetti dell’agenzia delle entrate che avevano svolto gli accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi del Maestro. Al termine, l’udienza è stata rinviata al 3 ottobre del 2014 per ascoltare altri testimoni. La possibile prescrizione potrebbe riguardare le somme evase nel 2005 e nel 2006, mentre per il 2007 la questione sarebbe ancora aperta. La difesa di Vissani, già durante l’udienza preliminare, aveva sottolineato «la non rilevanza penale delle cifre oggetto di contestazione».

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