
di Iv. Por.
Furti a raffica, tutti con lo stesso modus operandi. Sei persone della stessa famiglia Rom sono state arrestate dai carabinieri per aver rubato in negozi a Collazzone, Marsciano, Bastia Umbra, Gubbio, Città di Castello ed Umbertide.
Operazione Shopping Sono stati i carabinieri della stazione di Collazzone, coordinati dalla compagnia di Todi del capitano Marcello Egidio, ad avviare un’indagine su una lunga sequela di furti in tutto il circondario, chiamandola “Operazione shopping”, scoprendo come tutto ruotasse intorno ai componenti di una famiglia di origine rom, stabilitasi da lungo tempo a Bastia Umbra.
Sei donne Le indagini sono state avviate nel settembre 2010, quando in alcuni negozi di abbigliamento dei comuni di Collazzone e Marsciano sono stati rubati diversi capi di vestiario di prestigiosi marchi. Dagli accertamenti è emerso che gli autori dei furti erano sei donne.
Lavoro quotidiano Il costante monitoraggio delle donne ha permesso ai carabinieri di accertare che queste persone tutti i giorni, come un vero lavoro, uscivano di casa accompagnate dai mariti o conviventi e portando anche bambini, dirigendosi in diversi comuni del circondario.
Il modus operandi Quando avevano individuato gli esercizi commerciali più appetibili, in genere negozi di abbigliamento o rivendita di generi alimentari, vi facevano ingresso in tre/quattro persone alla volta. Con diversi stratagemmi, alcuni si occupavano di distrarre i gestori o i commessi dei negozi, mentre altri rubavano la merce, nascondendola sotto ampie gonne modificate o grosse borse. Se i negozianti si accorgevano del furto e reagivano, scattavano le minacce.
Tre in carcere, tre ai domiciliari Gli indagati, tutti residenti a Bastia Umbra e già noti alle forze dell’ordine per i diversi trascorsi giudiziari, alle prime luci dell’alba di giovedì, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Todi, coadiuvati da quelli delle compagnie di Assisi, Perugia e del Nucleo investigativo di Perugia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alberto Avenoso su richiesta del pubblico ministero Paolo Abbritti. Gli arrestati, che dovranno rispondere dell’accusa di diversi furti aggravati, sono: Angela Di Guglielmo di 24 anni, Denisa Miklasova di 28, Teresa Di Guglielmo di 38, Guerrino Guarnieri di 41, Daniela Hudorovich di 31 e Domenico Guarnieri di 37. Le prime tre persone sono state rinchiuse nel carcere perugino di Capanne, le altre tre agli arresti domiciliari. Proseguono le ricerche di alcuni indagati al momento resisi irreperibili.
Le accuse Gli indagati sono accusati di numerosi furti aggravati, consumati in maniera seriale, tanto da evidenziare una vera e propria capacità organizzativa. Tale vasto campionario di «saccheggi», considerato il fatto che non svolgono alcuna attività lavorativa, dimostra come il furto sia il loro stile di vita, dai quali traggono fonte di reddito. In genere, la merce asportata era costituita da articoli di abbigliamento o accessori di marchi importanti, quali “Hogan”, “La Martina”, “Jeckerson”, “Calvin Klein”, “Nike”, “Dolce & Gabbana”, “Bikkemberg”, “Champions”, “Prima Classe”, “Gaudì”, “Pepe Jeans” e “Roy Rogers”.
I luoghi dei furti Gli esercizi commerciali «saccheggiati» si trovano a Collazzone, Marsciano, Bastia Umbra, Gubbio, Città di Castello ed Umbertide. Le indagini continuano anche sulla base di indicazioni che potrebbero pervenire da vittime di altri furti finora rimasti insoluti che, vedendo le fotografie degli arrestati, potrebbero riconoscerli.
