Ha colpito anche a Perugia e Terni la banda di ladri sgominata nelle scorse ore dai carabinieri di Rieti. Undici in tutto le persone arrestate, nove rumeni e due italiani (compresa una guardia giurata), accusati di numerosi furti di rame e gasolio in molte zone del Centro Italia. L’operazione, chiamata «Oil vampires», è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Rieti, Lorenzo Francia, e ha preso il via a seguito del furto di circa quindici quintali di rame avvenuto nel giugno dell’anno scorso ai danni dello stabilimento «Replas srl» di Rieti. Le manette sono scattate alle prime luci dell’alba e gli arresti sono stati eseguiti da 70 militari dei comandi di Rieti, Roma e Latina.
Le indagini Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti i furti di rame sono stati messi a segno nelle province di Roma, Arezzo, Perugia, Firenze, Ascoli Piceno e Terni. I furti di gasolio invece sono avvenuti nell’area costiera romana, tra Maccarese e Aprilia, tutti ai danni degli oleodotti gestiti da Eni; furti ognuno dei quali fruttava ai ‘vampiri’ almeno 4-5mila litri di carburante. I capi d’imputazione contestati vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e ricettazione, sino al disastro colposo ed ambientale. Come spiega infatti il capitano della Compagnia di Rieti, Francesco Buconi, «tre degli arrestati sono accusati anche di disastro ambientale. Il gruppo criminale non si muoveva solo in zona Rieti e per i prelievi venivano scelti punti isolati. Vi erano grandi professionalità nel gruppo criminale, da chi gestiva la questione idraulica a quelli specializzati in quella elettrica».
Danni ambientali A causa dei fori praticati ai danni degli oleodotti in alcuni casi sono stati riscontrati versamenti importanti con ingente inquinamento ambientale. «L’operazione – ha aggiunto il maggiore Vico Salvatori – si è potuta svolgere anche grazie alla forte e fattiva collaborazione con l’Eni, in quanto il sodalizio criminale, strutturato con capi ed esecutori, colpiva viadotti gestiti in via esclusiva dall’Eni e grazie alle segnalazioni sui punti di prelievo degli oleodotti abbiamo potuto scoprire la banda criminale». Per quanto riguarda il rame il bottino è stimato in 500 mila euro, una cifra superiore invece vale tutto il gasolio rubato.
